I Pentastellati pretendono immediatamente un chiarimento dalle autorità dopo le risposte dell’azienda. Di seguito il comunicato

“Dopo la lettura delle domande poste da Bluebell ai vertici di Solvay durante l’assemblea dei soci che si è tenuta ad Amsterdam l’11 maggio 2021 e le relative risposte, tanto è stato lo stupore che abbiamo depositato subito un’interrogazione per la Giunta Regionale.
Da quanto risulta dalla traduzione rilasciata dal Giudice di Pace di Monza, infatti, davanti alla comunità finanziaria internazionale, intenta a seguire i lavori assembleari in teleconferenza da ogni angolo del mondo, Solvay, per voce dell’Amministratore Delegato Ilham Kadri, del membro del comitato esecutivo Vincent De Cuyper e del responsabile degli affari legali Dominique Golsong, ha ripetutamente attribuito alle “autorità” italiane la responsabilità della decisione di sversare a mare gli scarti chimici della soda a Rosignano sostenendo che erano state proprio le “autorità italiane” a decidere che “lo scarico in mare fosse la cosa migliore per Rosignano”.
– Le dichiarazioni shock non si fermano qua –
Solvay ha sostenuto che le “autorità” italiane avevano raccomandato a Solvay lo smaltimento tramite sversamento a mare di centinaia di migliaia di tonnellate l’anno di residui chimici della lavorazione della soda onde ottenere come “beneficio” quello di “stabilizzare la linea di costa locale, proteggendola dall’erosione” e che “il Consiglio delle Ricerche ha confermato che la dispersione è efficace”.
– Il quadro che emerge dalle dichiarazioni è preoccupante-
Da quanto emerge dalla lettura del documento sopra citato, i metalli pesanti verrebbero scaricati a mare de facto dopo essere stati diluiti nell’acqua di mare prelevata a monte dello stabilimento.
Solvay ammettendo lo scarico a mare di metalli pesanti (incluso mercurio), ha affermato che i residui della produzione della soda sversati a mare “sono non tossici e non pericolosi” sostenendo che le quantità di metalli pesanti sversati resterebbero “intrappolate” all’interno delle particelle di solidi sospesi scaricate senza dunque entrare a far parte nella catena biologica, salvo dichiarare che i solidi sospesi hanno “un diametro medio di 20 μm” (1 μm corrisponde ad un millesimo di millimetro) e dunque viste le dimensioni possono essere tranquillamente assorbite dalla fauna ittica entrando nella catena alimentare.
Solvay ha confermato quanto reso noto il 24 febbraio 2021 ovvero di aver avviato lo scorporo delle attività nella soda (di cui lo stabilimento di Rosignano rappresenta uno dei principali siti industriali) senza fornire alcuna indicazione sulla dotazione di capitale della nuova entità giuridica negando la necessità di dover prevedere una dotazione di capitale che possa far fronte a “potenziali passività ambientali future” posto che “il processo di produzione della soda a Rosignano non ha dato origine a passività ambientali e le autorità non hanno fatto dichiarazioni di segno contrario”. Solvay non ha fornito risposto alla domanda dei soci volta ad accertare se “Solvay, in quanto società controllante, fornirà alla nuova società controllata una garanzia illimitata anche in relazione alle passività ambientali.”
-Poi arrivano le conclusioni e non manca la stoccata finale –
Le affermazioni fatte sono molto gravi e addosserebbero tutta la colpa alle Autorità Italiane, Regione Toscana compresa, per cui abbiamo chiesto delucidazioni a riguardo, soprattutto vogliamo sapere se il documento è attendibile, se la Regione è a conoscenza dei fatti sopra riportati, se è stata la Regione Toscana e i suoi organi amministrativi e/o uffici tecnici a chiedere a Solvay di sversare a mare i solidi sospesi e metalli pesanti in essi contenuti; se sia stato richiesto a Solvay di sversare a mare gli scarti della lavorazione chimica, al fine di proteggere la costa dal fenomeno dell’erosione; se l’accumulo localizzato di solidi sospesi e la diluzione delle sostanze pericolose sversate (cadmio, cromo, boro, nickel, rame, piombo e mercurio) della Solvay a Rosignano sono compatibili con le previsioni dell’autorizzazione integrale ambientale rilasciata alla società; se la Giunta e il Presidente Giani ritengano che lo sversamento di solidi sospesi sulla costa antistante allo stabilimento di Solvay a Rosignano sia compatibile con le previsioni dell’articolo 16(2) della direttiva del Consiglio 96/61/CE (“direttiva IPPC”), volte ad escludere l’accumulo in area marina di solidi sospesi derivanti dal processo Solvay; quali iniziative intendano intraprendere per appurare se l’attività di Solvay a Rosignano abbia creato danni all’ambiente e alla salute pubblica.
Siamo molto curiosi di ricevere la risposta del Presidente Giani e della Giunta, perché la questione è dirimente, soprattutto riguardo a chi dovrà assumersi l’onere della bonifica e del ripristino dei luoghi.
Per noi del Movimento 5 Stelle sarebbe giunto il momento di dare meno benifit alle multinazionali che sfruttano e inquinano il nostro territorio.”
Silvia Noferi
Consigliera della Regione Toscana
Movimento 5 Stelle

Lascia un commento