I 30 anni della strage del Moby Prince: La memoria in attesa di Loris

Il tramonto alla terrazza con le note e le voci per una giustizia negata.

Pubblichiamo il bellissimo post del collega Giuseppe Mascambruno tratto dal suo profilo Facebook:

Un momento delle prove del concerto alla terrazza (foto tratta dal profilo facebook di Mascambruno)

Sì, certo, in questa nostra città ci sono mille motivi quotidiani per dispiacersi, sbigottirsi, alterarsi, anche incavolarsi nel denunciare antichi vizi privati di superficialità e menefreghismo diventati, soprattutto nell’ultimo quarto di secolo, cultura politica di un’amministrazione della cosa pubblica carica di antiche e nuove responsabilità. Che, a dispetto anche di storiche rivendicazioni ideologiche, hanno finito per alimentare le disuguaglianze invece di ridurne gli effetti economici, sociali e formativo-culturali.

Ma basta un attimo, la magia di un’emozione che Livorno sa offrire quotidianamente appena metti il naso fuori di casa e capisci di avere il privilegio di vivere in un luogo e in una comunità carica sì di contraddizioni, ma anche di un senso della vita che trasforma la residenza in privilegio.

Poco prima del tramonto, nella mia passeggiata quotidiana sul lungomare, ho incrociato questa sera alla Terrazza Mascagni la bellezza che ho provato a fermare nelle immagini che allego. Alla suggestione già irresistibile del sole che si inabissa, si è aggiunta la magia di voci e note musicali della Corale Rodolfo Del Corona di Livorno e del gruppo d’archi Estrorchestra di Lucca

Una straordinaria fusione …

….di natura, arte e umanità che era lì per uno scopo preciso: provare il concerto programmato per sabato 10 aprile tra le iniziative del trentesimo anniversario della strage del <Moby Prince>. Vorrei tanto che i brividi provati in quei pochi minuti di ascolto e di immersione nella bellezza, senza alcuna tentazione retorica, avessero finalmente il valore emotivo anche dell’affermazione di una verità tradita e negata da troppo tempo ai familiari delle 140 vittime di una delle più terribili stragi nella storia del Paese.

E, rientrando a casa, ho pensato in particolare a Loris Rispoli, l’anima del comitato “Io sono 141” che lotta da trent’anni per ottenere Giustizia. E che ora lotta anche per riprendersi la forza e la libertà di una persona provata nel corpo oltre che nell’anima da così tanto dolore. Forza Loris!

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