Esclusione del Porto di Livorno dal Recovery Plan: invertire la rotta

Documento a cura del circolo culturale “Il Centro” su i progetti per il futuro e la doccia fredda del Recovery Plan del Governo Conte su tutta la Costa Toscana
Esclusione del Porto di Livorno dal Recovery Plan: invertire la rotta
Fotografia di Giovanni Odifredi. Esclusione del Porto di Livorno dal Recovery Plan: invertire la rotta

Nell’incontro di venerdì 29 gennaio al Terminal Crociere, il Sindaco di Livorno Salvetti ha mostrato con chiarezza le volontà ed i programmi della nostra amministrazione. La stessa riunione ha avuto anche altri aspetti fortemente positivi: l’incontro a livello istituzionale della Regione Toscana, del Comune di Livorno e del Comune di Pisa, con il supporto della Scuola Sant’Anna, per condividere strategie e progetti da portare all’attenzione del governo allo scopo di ottenere i finanziamenti necessari. E’ infatti evidente che una tale richiesta ha tanto più forza quanto più i progetti sono chiari e condivisi da più enti locali. Anzi, alcuni progetti (ad es. il corridoio tirrenico) travalicano gli stessi interessi regionali ed hanno valenza addirittura nazionale.

In poche parole e senza intento polemico, per una volta abbiamo visto il Comune di Livorno impegnato in una programmazione di ampio respiro strategico, volta al rilancio economico e sociale di Livorno, che va oltre i progetti pur legittimi dei “limiti di velocità, rifiuti zero e magliette
bianche”.

Purtroppo, in contemporanea o quasi con la citata riunione, …

…si sono registrate alcune novità, frutto di scelte governative sul Recovery Plan, che appaiono azzoppare o comunque contrastare con le ambiziose prospettive di rilancio dei nostri territori. Innanzitutto nel piano formulato dal Governo uscente non c’è traccia della “autostrada tirrenica”, per la quale, non a caso, è saltata la nomina del commissario ad acta: ancora una volta il famoso completamento del corridoio tirrenico (anche solo come “autostradina”) può attendere.

L’altro elemento estremamente negativo è…

… l’assenza dal Recovery Plan di recente varato dal Governo Conte di interventi per la portualità livornese, le cui potenzialità sono evidentemente sottovalutate o ignorate a Roma. Le risorse del Recovery potrebbero essere destinate alle connessioni ferroviarie strategiche e, si noti bene, sarebbero aggiuntive rispetto ai fondi per la Darsena Europa che, invece, sono già disponibili da tempo (con stanziamenti da parte dello Stato, della Regione Toscana e della stessa Autorità portuale) ed aspettano solo di essere usati.

E questo è forse il primo dei problemi che Livorno ha davanti:

Per chiedere e ottenere bisogna essere credibili, bisogna aver dato prova di essere in grado di mettere a frutto le risorse di cui si dispone. La recentissima nomina a Commissario per l’attuazione della Darsena Europa di Luciano Guerrieri lascia ben sperare in un corso diverso ed IL CENTRO la accoglie con soddisfazione ed apprezzamento.

Più in generale, l’esclusione del porto di Livorno dal Recovery …

…è anche il frutto avvelenato di un approccio alla portualità esplicitato con chiarezza già ai tempi del governo giallo-verde dal delegato ai porti leghista On. Rixi: l’Italia deve puntare prioritariamente sui porti di Genova e Trieste, i c.d. porti “ascellari”. Da parte nostra, non senza sorpresa, registriamo che tale approccio è stato sostanzialmente confermato dal Governo PD-5stelle. Vedremo l’approccio che sulla questione avrà il nuovo governo Draghi, se nascerà…

Certo è che, oltre alla capacità realizzativa, …

…questo è il secondo problema che dobbiamo affrontare: spetta a tutta la dirigenza politica locale (ed alle rappresentanze dei corpi intermedi, sindacati e associazioni di categoria) riuscire a rappresentare efficacemente le nostre istanze e le nostre ambizioni a livello regionale, nazionale ed anche europeo. Gli argomenti su cui far leva non mancano: Livorno è in qualche modo il “più a sud dei porti del nord”, è agganciato alle grandi reti europee, ha la scala giusta per competere, consolidarsi e rafforzarsi come gateway, un porto cioè di accesso al cuore produttivo dell’Italia e dell’Europa centrale. Piombino poi oggettivamente rappresenta l’unica infrastruttura portuale “nuova” nel panorama italiano, in grado, con le scelte giuste, di inserirsi rapidamente in traffici importanti e aggiuntivi rispetto a quelli dello scalo labronico.


Ma per far valere queste ragioni serve una rinnovata e forte collaborazione tra Comuni e Autorità:

Anche da questo punto di vista l’arrivo di Luciano Guerrieri a Palazzo Rosciano può segnare un nuovo corso.

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