Il segretario del Partito Comunista di Livorno, suo malgrado, tirato ancora una volta in ballo nelle polemiche, chiarisce la sua posizione riguardo la contestazione al PD, con questo post

Ancora e chiudo sulla questione della contestazione. Qualcuno abilmente ha voluto rimediare alla sonora contestazione avvenuta giovedì, tentando maldestramente di far sembrare che le posizioni intransigenti della “frazione comunista” rovinarono l’unità della sinistra allo stesso identico modo di come oggi i partiti a sinistra del PD, come il nostro ed altri, comprese alcune piccole formazioni esistenti, ricalcano a pieno <<l’immaturità della lettura dei comunisti di allora>>.
“Senza una sinistra unita non andiamo da nessuna parte” ripetono in molti, me lo hanno detto anche ieri dei “sinceri democratici” del PD in una diretta social.Bisogna ricordare a queste persone che la scissione avvenne in un contesto ben diverso, oggi sicuramente irripetibile, dove la frazione dei <<comunisti puri>>, nato il primo paese con a capo la classe operaia attraverso la rivoluzione (URSS), quindi una conquista del potere attraverso un rovesciamento violento, rivendicava di seguire le tesi dell’internazionale comunista di allora.
I massimalisti invece credevano di arrivare alla conquista del potere con altre vie come le elezioni, ritenute dai primi più vicini alle posizioni di Lenin piene di compromessi ed irrealizzabile, un attendismo di fronte al dilagare di ingiustizia e miseria. Nessuna delle due posizioni tuttavia, in nessuna parte, è vicina a chi abbiamo visto scendere in piazza nel tentativo di far sembrare sua – oltretutto – la scelta dei comunisti e nemmeno dei socalisti, che nel corso degli anni hanno poi dal dopoguerra diluito pesantemente la loro posizione, ma lungi dall’essere in linea con questi. Alla domanda di un giornalista ad Andrea Romano “dove sarebbe andato lei, al San Marco o sarebbe rimasto al Goldoni”, questi ha giustamente risposto…
… “nessuna delle due, mi sarei messo da parte per scriverci un libro”.
Perché effettivamente non avrebbe potuto neppure rappresentare i socialisti, in nessuna maniera (la sua storia politica recente e le scelte del suo partito lo dimostrano). Quindi a nulla serve recitare con l’assessore Lenzi la parte degli interventi di quel congresso nel quale non sarebbero stati per forza di cose, essendo dei liberal tinti di rosso per opportunismo di poltrona.Romano, Lenzi e il partito che rappresentano, ovvero il PD (tralasciando i trascorsi personali del primo come delfino di Montezemolo e Monti, quindi alla corte di Confindustria e delle banche), hanno dimostrato con i fatti che pur arrivando ad avere il potere politico attraverso le elezioni (il PD governa ed ha governato…), al proletariato, oggi potremmo dire alle classi popolari, non hanno concesso niente se non le stesse pratiche della peggior destra capitalista.
I massimalisti non avrebbero svenduto ogni cosa alla finanza monopolistica dell’UE, non avrebbero creato il precariato e distrutto il lavoro, non avrebbero trasformato scuola e sanità in profitti in mano ai privati, non avrebbero cancellato il diritto ad abitare ed a curarsi decentemente, il tutto poi mentre si salvano le banche, si danno soldi ad aziende che delocalizzano e si ossequiano i piani della grande finanza internazionale, creando ricchi e monopoli sempre più potenti.
Tantomeno avrebbero quindi votato (sostanza dello striscione di contestazione) lo scempio di mozione di equiparazione tra nazismo e comunismo (cosa che i più tralasciano come secondaria…).In un discorso che già pubblicai tempo fa, fatto al consiglio comunale di Livorno del 1920, l’on. Modigliani (PSI) portava il saluto ed il riconoscimento alla creazione del primo paese nato appunto da una rivoluzione violenta come un…
... “il titanico sforzo del proletariato contro la classe capitalistica”.
Il PD per voce di questi “progressisti” oggi fa iniziative contro Maduro chiamandolo dittatore, seppur ha vinto le elezioni, e partecipa con l’adesione alla NATO alla destabilizzazione sistematica di governi regolarmente eletti. Questa forza politica, lo sappiano lor signori ed i loro elettori che ancora cadono nel tranello del partito che vuole guidare la sinistra per fare cose di destra, non solo non sono degni di rivendicare il percorso nato dal San Marco, ma non riuscirebbero a trovar posto neppure nel PSI di allora.
Visto che Romano ha detto che Rizzo sarebbe stato appellato malamente dal PCI di Berlinguer (io direi è una medaglia considerando cosa ha causato quella deriva), ricordiamogli che lui sarebbe stato appellato malamente anche dai massimalisti, quindi non gli sarebbe rimasto davvero che mettersi a scrivere un libro oppure andare direttamente nel partito che più gli si addiceva, quello dei conservatori liberali.
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