Il premier per circa un’ora al Colle da Mattarella

Il premier per circa un’ora al Colle da Mattarella.
Con 157 voti a favore e 140 contro il premier Giuseppe Conte incassa la fiducia del Senato, una fiducia stretta, che non dà legittimazione vera, soltanto un lasciapassare per la prosecuzione del Conte bis, ma la strada da oggi è più in salita che mai, a differenza della Camera, il Senato accorda una fiducia a maggioranza relativa e non assoluta.
E adesso cosa succede?
Il presidente del Consiglio vuole, o forse deve, allargare la maggioranza. Ma non è molto chiaro chi potrebbe sostenere stabilmente il suo Governo.
Al Quirinale Giuseppe Conte ha passato circa un’ora dal presidente Mattarella, che non ha intenzione di veder andare avanti il Governo con questi numeri.
Gli scenari possibili sono molteplici dopo quanto successo ieri sera. La votazione ha dato spettacolo, e tutta Italia, incollata davanti allo schermo, si è chiesta una cosa: “Ma dov’era Ciampolillo?”.
Un simpatico siparietto che ha coinvolto i senatori Alfonso Lello Ciampolillo, ex M5s adesso espulso ed entrato nel gruppo misto e il socialista Riccardo Nencini.
Alla fine della seconda chiama, al fotofinish, si sono presentati in aula chiedendo di votare, apparentemente quando la presidente Casellati aveva già chiuso il voto.
Dopo una consultazione al banco della presidenza, si è deciso, guardando i video come una sorta di Var, per dirla in termini calcistici, di ammettere i due al voto.
Entrambi hanno votato sì, anche Nencini, che aveva prestato il simbolo a Italia Viva per costituire il gruppo in Senato.
Un ruolo centrale lo avrà, ovviamente, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha chiesto garanzie a Conte sulla forza della sua maggioranza.
Nel voto di ieri è stata decisiva l’astensione dei senatori di Italia Viva, ma anche il sì dei forzisti poi espulsi Rossi e Causin. Per Mattarella non è sufficiente e conte ne è cosciente, “Ora l’obiettivo è rendere ancora più solida questa maggioranza”, ha scritto sul suo profilo Twitter il premier.
Per arrivare a 161 voti a Conte servirà l’appoggio di un’altra forza politica. L’Udc, nonostante abbia sempre negato ufficialmente di poter uscire dal centrodestra per unirsi alla maggioranza di Governo, potrebbe essere convinta in cambio di qualche incarico.
Se Conte non riesce a trovare l’appoggio di una forza politica dovrà cercarsi una fiducia ad personam, soluzione sulla quale Mattarella potrebbe non essere d’accordo.
Conte vedrà Mattarella nelle prossime ore, per decidere una strategia, molti in Senato avrebbero detto che con calma si sarebbe potuto parlare di appoggiare il Governo.
Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno chiesto l’intervento di Mattarella, e anche di poter parlare con lui a colloquio. Difficile, se non impossibile, un nuovo patto con Italia Viva, che difficilmente si presterà ad essere miccia ed estintore.

Lascia un commento