Macelloni (Fiom-Cgil) chiede chiarezza sul futuro 400 lavoratori dell’indotto della Raffineria Eni

Raffineria Eni, Macelloni (Fiom-Cgil), in un comunicato: “Futuro incerto per 400 lavoratori dell’indotto. Chiediamo garanzie: serve un accordo quadro”

fonte: Fiom Cgil Livorno

Raffineria Eni, Macelloni (Fiom-Cgil), in un comunicato: “Futuro incerto per 400 lavoratori dell’indotto. Chiediamo garanzie: serve un accordo quadro”.

Ecco il comunicato completo

Stamani davanti alla raffineria Eni di Stagno abbiamo organizzato un presidio e un volantinaggio per accendere i riflettori sulle prospettive future dei lavoratori dell’indotto.

Il prossimo luglio scadranno infatti gli appalti delle ditte che si occupano di manutenzioni metalmeccaniche all’interno della raffineria: 8 le ditte coinvolte nei cambi d’appalto, per un totale di 400 lavoratori.

A Eni chiediamo di mantenere gli investimenti per garantire l’occupazione diretta ma anche di confermare risorse economiche adeguate per mantenere i livelli occupazionali dell’indotto.

Chiediamo garanzie concrete: la situazione è già molto critica adesso, Livorno non può permettersi di perdere altri posti di lavoro. Riteniamo pertanto fondamentale coinvolgere istituzioni locali, Regione, Confindustria e Eni al fine di arrivare alla stipula di un accordo quadro che abbia come obiettivo la tutela dei lavoratori in caso di cambio d’appalto.

Continua

Serve una “clausola sociale” affinchè tutti i lavoratori dell’indotto possano mantenere il loro posto anche in caso di cambio d’appalto. L’accordo servirebbe a tutelare non solo i 400 lavoratori operanti nell’indotto metalmeccanico ma anche i circa 200 che orbitano all’interno della raffineria in ditte del settore edile, chimico e commercio.

In relazione alle recenti notizie sui piani dell’Eni relative alle prospettive future dello stabilimento, chiediamo di aprire un confronto serio e approfondito.

Stiamo sentendo parlare di vari progetti sul tavolo: per la Fiom è fondamentale che il saldo occupazionale di qualsiasi operazione sia positivo o al massimo pari a zero.

Conclude

Come rappresentanti dei lavoratori dell’indotto chiediamo di poter partecipare ai tavoli di discussione: riteniamo infatti fondamentale che per l’esecuzione di eventuali lavori necessari all’ammodernamento dello stabilimento vengano utilizzate ditte e manodopera locali.

Nel caso fossero necessarie nuove professionalità chiediamo alla Regione di mettere in campo tutti gli sforzi possibili per garantire ai lavoratori dell’indotto un’adeguata formazione.

Fonte: Mauro Macelloni (segreteria Fiom-Cgil provincia di Livorno)

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