La protesta deriva dal prolungamento del periodo di quarantena nel centro di accoglienza

La protesta deriva dal prolungamento del periodo di quarantena nel centro di accoglienza.
Giornata calda, ieri, nel quartiere Venezia; i profughi del centro di accoglienza in Venezia hanno violentemente ptotestato nel momento in cui gli è stato comunicato che sarebbe stato prolungata il periodo di quarantena.
Per sedare la rivolta, è intervenuto un forte schieramento di agenti delle forze dell’ordine – polizia, guardia di finanza, carabinieri, digos e agenti in borghese – a controllare la situazione.
Le proteste dei profughi, esplose a causa di altri due casi Covid nel centro, che di fatto allungano la quarantena, li hanno portati a scendere in strada, prima per il ritardo con cui arrivavano le risposte dei tamponi e, una volta pervenute, nel pomeriggio di ieri, a distruggere porte e finestre, fino a tenere comportamenti minacciosi contro i responsabili di “Terraferma”.
I sessanta ospiti della struttura, in isolamento da quindici giorni, avrebbero dovuto cessare la quarantena, ma l’individuazione degli altri due tamponi positivi ha prolungato la chiusura.
Ennesimo episodio che mette a nudo tutte le attuali difficoltà di un quartiere, quello della Venezia, nel quale trovare tranquillità è diventata un’impresa.
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