Il voto al referendum conferma il taglio dei parlamentari

Il voto al referendum conferma il taglio dei parlamentari.
Le votazioni di domenica 20 e lunedì 21 settembre hanno decretato il SI al referendum popolare, confermativo della legge che taglia 345 parlamentari modificando gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione.
L’ affluenza alle urne è stata del 53,84%, gli elettori che hanno votato SI sono il 69,64%, mentre per il NO, il 30,36%.
Il referendum confermativo della legge costituzionale che taglia il numero dei parlamentari, si è tenuto in quanto la proposta di legge di modifica della Costituzione nelle quattro letture parlamentari ex lege, non ha ottenuto la maggioranza qualificata necessaria per blindare il testo.
L’Ufficio centrale per il referendum della Suprema Corte ha dichiarato conforme all’art. 138 della Costituzione la richiesta di referendum confermativo firmato da 71 senatori.
Taglio dei parlamentari: cosa dice la Riforma Fraccaro
La “riforma Fraccaro”, dal nome dal sottosegretario pentastellato alla presidenza del Consiglio, taglia 345 poltrone in Parlamento. Il referendum ha confermato la legge approvata e, dalla prossima legislatura, vi saranno 115 senatori in meno e 230 deputati in meno.
La legge infatti cambia il rapporto numerico di rappresentanza sia alla Camera dei deputati sia al Senato: si passerà da un deputato ogni 96.006 abitanti ad un deputato ogni 151.210 abitanti e da un senatore ogni 188.424 abitanti ad un senatore ogni 302.420 abitanti.
Il nuovo Parlamento sarà così composto 200 senatori e 400 deputati.
A votare sì alla riforma costituzionale, fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle, sono state sia le forze di maggioranza (M5s, Pd, Italia Viva, Leu) che le forze di opposizione (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia), anche se con alcuni distinguo personali al loro interno.
La principale tesi per il taglio del numero dei parlamentari è il risparmio di 100 milioni di euro lordi all’anno.
Attualmente con 951 eletti (considerati anche i senatori a vita) l’Italia è il secondo Paese dell’Unione Europea con il maggior numero di parlamentari. Tuttavia l’incidenza degli eletti in rapporto alla popolazione è in realtà tra le più basse d’Europa.
Con il voto favorevole al taglio dei parlamentari, la legge ha definitiva attuazione e dopo la riforma l’Italia avrà invece un’incidenza dello 0,7 ogni 100.000 abitanti conquistando il “primato” di questa speciale classifica.

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