Quando Ciucheba, Maroccone e Frumpy erano i templi dei giovani livornesi…..

Frumpy, Ciucheba, Maroccone, Calyspo, nomi che ai livornesi più giovani dicono poco o niente, ma fanno venire la pelle d’oca a chi adesso ha qualche capello bianco, o non li ha affatto, i capelli. Sono i nomi delle discoteche in voga negli anni ’80 e ’90, quelli in cui tutti i giovani livornesi hanno messo piede almeno una volta. Ciascuno con i soliti riti, la bevuta dopo cena al “Cotton” in Banditella, altro locale che non esiste più, o alla Baracchina bianca, per poi salire in auto e andare in questi autentici templi della musica. Locali vicini, prediletti da tutti coloro che non amavano la più “glamour” Versilia con i rinomati “Seven Up” o “La Bussola”.
Dopo, la pasticceria
Locali nei quali ciascuno di noi si è lasciato andare, ha tentato i primi, sconclusionati, abbordaggi alle ragazze, magari dopo aver fatto “rodaggio” alla discoteca dell’hotel Atleti, altro locale ormai defunto, adesso destinato ad accogliere gli extracomunitari. Erano gli anni del gel, dei vestiti da fighetto, delle minigonne ascellari, della voglia di divertirsi, possibilmente senza mai trascendere, per quello c’erano altri locali. E poi dopo la discoteca, in piena notte, scattava la corsa al “pezzo” appena sfornato, ed allora la direzione era il “Picchianti”, alla pasticceria “Perfetti”, presso la quale si formavano file chilometriche, come quelle all’ingresso dei locali
I DJ
Locali belli, puliti, ben tenuti, sempre strapieni di bella gente, nei quali la facevano da padrone i dj, più o meno bravi. Al mitico “Maroccone” di Antignano c’erano il compianto Igli, salito in cielo qualche anno fa, e Riccardo Novi, al “Frumpy” Ieri M, nomi che sempre rimarranno nella mente degli over 50. E poi, la corsa agli ospiti importanti, allora la musica disco era tutta italiana, come quando arrivò Sandy Marton al “Maroccone”, accerchiato da decine di ragazzine adoranti, tanto che per farlo uscire dalla discoteca servì l’intervento della forza pubblica.

Tendenza
Poi c’era un locale che era più di un locale, il cui nome e le cui scelte musicali hanno segnato un’epoca. L’“Imperiale” di Tirrenia. Lì, davanti al mare ed alla sabbia calda, nacque un’icona, grazie alla intuizione di Roberto Pannocchia, livornese purosangue. Un locale piccolo, carino, che però seppe indirizzare i gusti musicali di una bella fetta di giovani di allora. L’intuizione vincente fu di proporre una nuova idea di discoteca, fatta di musica techno, di brani dai ritmi ossessivi e refrain psichedelici, pensati apposta per coinvolgere i ragazzi e farli scatenare sulla pista. Da lì al famoso “mezzanotte mezzogiorno”, 12 ore non stop di musica, il passo fu breve, lanciando una moda, quella della techno, poi ripresa da altre discoteche toscane, in primis “Insomnia” e “Jaiss” e no.
Messia del nuovo genere i livornesi Andrea Giuditta e Mario Piperno, al secolo Mario più, Francesco Farfa, Ricky Le Roy, coadiuvati da una figura nuova, quella del vocalist, una specie di cantastorie col microfono che parlava e raccontava favole sopra la musica, su tutti il mitico, per gli amanti del genere, Franchino. Una musica, ed un modo di viverla, poi spazzata, purtroppo, via, dai tanti, troppi incidenti stradali e dall’eccessivo consumo di sostanze stupefacenti, erano i tempi del dannato ecstasy e delle droghe sintetiche.
Flash back
Un periodo, però, quello delle discoteche, di tendenza e non, che tutti ricordano con grande passione e nostalgia, tanto che quando vengono organizzati dei “flash back”, magari con il disk jockey numero uno del tempo, il labronico Riccardo Cioni, in arte “Dee Jay Full Time”, il “sold out” è assicurato.
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