Da anonimo poesia labronica

Livorno 10 agosto 2020 – il semaforo di via Mastacchi tristemente piegato dopo essere stato centrato diverse volte da dei guidatori “sbadati” è diventato una vera opera d’arte moderna. Così un anonimo livornese gli ha dedicato questa poesia
Del semaforo di via Mastacchi è la storia vera
fu centrato in pieno da una macchina domenica sera
La botta fu così bella
Che più di un moccolo volò sopra a una stella.
La via è rimasta sola senza il suo bagliore
Il livornese delle regole non ha tanto amore
Un’altra macchina il venerdì di lui non si è accorta
Così lo aveva urtato per la prima vorta.
Bianco come la luna il suo cappello
Al rumore della botta aveva tirato un budello
Tu che del moccolo ti chiedevi la ragione
sabato vedesti un’altra macchina in azione.
E c’era il sole e avevi gli occhi belli
con il semaforo in via Mastacchi sono sfracelli
C’era la luna e avevi gli occhi stanchi
con la tua macchina il semaforo non lo manchi.
Furono baci e furono sorrisi
quando domenica il semaforo andò in crisi
Con i moccoli del guidatore alle stelle
la gente guardava e rideva a crepapelle.
Mentre dal carrozziere ritornavi
ed i preventivi di riparazione guardavi
Qualcuno per il semaforo volle la scorta
perché a picchiarci si era giunti alla terza vorta.
Del semaforo di via Mastacchi è la storia vera
fu centrato in pieno da una macchina domenica sera
E come tutte le più belle cose
Guidavi come fossi in overdose
E come tutte le più belle cose
Guidavi come fossi in overdose
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