Mentre le piscine e gli impianti sportivi hanno riaperto in tutta Italia, anche se con le nuove norme in merito al Covid-19, a Livorno tutto rimarrà fermo. Purtroppo il gestore delle piscine sembra abbia deciso di riaprire a settembre, con tutti i relativi danni, che subiranno le associazioni, sportive e i loro atleti, soprattutto quelli che praticano sport agonistico.

Tra i più penalizzati troviamo gli atleti paralimpici, in particolare quelli della TDS in odor di potersi giocare delle possibilità importanti per i giochi Paralimpici. Per chiarire cosa stesse succedendo è intervenuto Marco Cannito, già capogruppo comunale civico, e la redazione ha colto l’occasione trovare il bandolo della matassa di questo caos degli impianti sportivi

Fonte TDS
Può spiegare spiegare ai lettori cosa è successo?
Dal modello convenzione, tra gestore e comune, che ho girato alla vostra redazione. L’articolo 22 -Risoluzione del Contratto – recita, tra le cause di risoluzione, “……. arbitraria sospensione od abbandono, da parte del concessionario, del servizio……”.
In sostanza a mio avviso, ma non solo mio, il concessionario senza validi motivi, nonostante siamo ormai fuori dall’emergenza coronavirus, ha sospeso il servizio. Probabilmente le cause di questa grave scelta sono economiche. Poi abbiamo ricevuto l’annuncio, che le attività riprenderanno a settembre, ma sarebbe meglio a questo punto usare il condizionale.
Cosa andrebbe fatto per risolvere la questione che investe tutti gli sportivi non solo gli atleti paralimpici ?
Prima di tutto occorre spiegare altri aspetti nella questione. Nella convenzione esistono 3 soggetti: Proprietario, Conduttore e, seppur non citata, ma implicitamente fondamentale, l’UTENZA.
L’attenzione sui lavoratori è sacrosanta, ma l’Utenza non può essere marginalizzata, soprattutto se ci sono anziani e soggetti diversamente abili. Tutelare i lavoratori è assolutamente scontato, azione per la quale loro hanno già rivendicato ed ottenuto l’utilizzo degli ammortizzatori sociali.
Dimenticarsi dell’Utenza è invece gravissimo dal momento che l’UTENZA è il motivo per il quale questa Convenzione nasce, la RATIO imprescindibile senza la quale non ci sarebbe la Convenzione, non esisterebbe la necessità di rintracciare un Conduttore (che non ci dimentichiamo non è un benefattore, ma un soggetto, che fa giustamente del profitto la sua ragione di esistere). Grande assente a mio avviso il proprietario (il Comune) che dovrebbe dare un senso compiuto al fatto di detenere 3 piscine (che devono funzionare) ed un complesso sportivo (che è multidisciplinare).
Dopo queste premesse la soluzione a mio avviso sarebbe di mettere tutti gli attori seduti intorno ad un tavolo, compresi i rappresentanti dell’utenza, e lavorare ad una soluzione per aprire subito.
Allora perché stiamo registrando questa stasi?
“Invece di seguire la strada del DIALOGO tra le parti, mi sembra, invece, che, quantomeno a livello di opinione pubblica, sia un Monologo del Comune al quale non sta partecipando neppure il conduttore.
A tal proposito proposito se il gestore è “ufficialmente” da luglio 2019 Sport Management con sede fuori Livorno … Perché l’Utenza quando paga per un servizio in Piscina riceve uno scontrino dove la Ragione sociale del Gestore è ancora Officina dello Sport? Altro aspetto della situazione è che il gestore sulla propria pagina FB nazionale ribadisce che se i Comuni non faranno sconti sui costi di locazione loro non apriranno. Mi pare grave. E intanto l’amministrazione comunale non reagisce e non mette in campo i suoi diritti da Convenzione e ufficialmente continua ad attendere senza un apparente motivo valido.
Si sono aggiudicati un bando mica possono interrompere un servizio di pubblica utilità o sbaglio?
L’8 giugno 20220 Sport Management Italia (che ricordo gestisce in Italia 45 impianti natatori) ha scritto la seguente nota sulla sua pagina FB dove da giorni utenti di tutta Italia esprimevano le loro lamentele circa i rimborsi di corsi già pagati:
“Ci sono alcuni impianti che stanno per essere riconsegnati ai rispettivi enti proprietari. Quando la riconsegna sarà effettivamente formalizzata sarà cura dell’azienda rimborsare, agli utenti degli impianti che cesseranno di avere una gestione SPORT MANAGEMENT, i servizi non usufruiti. L’azienda ha inviato a tutti gli enti proprietari, delle strutture in gestione, proposta di riequilibrio economico finanziario (come da possibilità inserita all’interno dell’ultimo Decreto Rilancio), per favorire la riapertura delle strutture. Siamo in attesa di riscontro dagli stessi. Non appena saranno disponibili ulteriori informazioni e dettagli delle singole strutture sarà nostra cura comunicare RIAPERTURE o eventuali RICONSEGNE”

Questa è una affermazione che appare strana per quanto riguarda Livorno. Il Decreto Legge Rilancio a cui fa riferimento il conduttore, è il n. 34 del 19 maggio 2020, che all’art. 201 contiene la possibilità di ricontrattare i contratti di gestione, ma questa non vale per tutti i casi. Inoltre l’articolo a cui la società fa riferimento testualmente riporta:
“In ragione di tale squilibrio il conduttore ha diritto, limitatamente alle cinque mensilità da marzo 2020 a luglio 2020, ad una corrispondente riduzione del canone locatizio che, salva la prova di un diverso ammontare a cura della parte interessata, si presume pari al cinquanta per cento del canone contrattualmente stabilito”.
Questa parte appare importante perché il Decreto già fissa la riduzione alla quale il conduttore ha diritto. Quindi… che c’è da ricontrattare?
Il legislatore inoltre nell’articolo citato ha stabilito di agevolare il riequilibrio economico-finanziario dei bilanci dei soggetti concessionari le cui convenzioni scadranno entro il 31 luglio 2023”, ritenendo che i rapporti concessori più lunghi, possano ragionevolmente assorbire le diseconomie provocate dall’emergenza Covid-19 con piani di recupero ed efficientamento da parte dello stesso gestore e non a carico della collettività. Nel caso di Livorno la convenzione scadrà nel 2027 Quindi la società di cosa stanno parlando?
Tutto questo per dire che a me pare che la società conduttrice non abbia validi motivi per interrompere il servizio di pubblica utilità come sta accadendo.
Alla prossima puntata del caos impianti sportivi a Livorno
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