Iniziato il Ramadan moschee chiuse digiuno e preghiera in isolamento

Anche a Livorno tra quarantene e isolamento sociale applicato ci sarà un Ramadan Insolito
Iniziato il Ramadan moschee chiuse digiuno e preghiera in isolamento
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Iniziato il Ramadan a Livorno e nel mondo in pandemia, moschee chiuse digiuno e preghiera in isolamento. Tra quarantene e isolamento sociale applicate nelle maggioranza, per i fedeli dell’Islam sarà un Ramadan fuori dal comune.

Il rappresentante della comunità toscana, Izzedin Elzir

Per un miliardo e 800 mila musulmani nel mondo è iniziato la notte del 24 aprile il mese sacro di Ramadan. Quest’anno il Ramadan si tiene in circostanze inusuali a causa della pandemia di Covid-19, come ha evidenziato il rappresentante della comunità toscana Izzedin Elzir, nel suo messaggio di auguri a tutti i musulmani. In molte luoghi , infatti, per evitare assembramenti che potrebbero favorire i contagi le moschee sono chiuse e sono vietati gli iftar (il pasto che rompe il digiuno) collettivi. 

Continua il messaggio ai fedeli

“Mi addolora iniziare questo mese in circostanze che ci impediscono di pregare insieme nelle moschee”, ha dichiarato il custode dei luoghi più sacri dell’Islam. Izzedin Elzir ha anche elogiato e ringraziato per il “grande lavoro” gli operatori sanitari, le forze di sicurezza, i militari e tutti quelli che stanno lavorando nonostante la pandemia.

Durante il mese sacro i musulmani ..

…. non mangiano, bevono e fumano dall’alba al tramonto. I fedeli, inoltre, eseguono la preghiera notturna (Taraweeh) ma, a causa dei divieti, quest’anno non potranno andare in moschea.

Per il lockdown ….

… nei Paesi musulmani, la tradizionale preghiera collettiva dell’inizio del digiuno non si celebrerà nelle moschee come da tradizione ma nel chiuso delle mure domestiche.

L’epidemia infatti …

… ha costretto le autorità religiose a rivedere tradizioni e riti alla luce delle misure di distanziamento sociale e di gestione del contagio imposte dai governi.  Con le moschee chiuse e le misure di isolamento sociale lo spirito della celebrazione dovrà lasciare il posto a nuove forme di devozione. 

“Ci duole accogliere il mese benedetto del Ramadan con le porte delle moschee chiuse a causa  dell’epidemia di cornavirus”

Ramadan digitale …

… Un annuncio che indica come la tecnologia aiuti ad accorciare le distanze in tempo di pandemia, anche se lo strumento digitale, rimane sempre virtuale e non può certamente rimpiazzare lo spirito conviviale e di festa, l’ascolto dei sermoni tramite la piattaforma Zoom, e la preparazione dei pasti alla rottura del digiuno con le ricette di YouTube, per il 2020 sarà la norma.

Izzedin Elzir conclude

“Facebook Live, Instagram, l’app Houseparty e YouTube dovrebbero essere tra le fonti per coloro che si astengono dal mangiare e bere per prevenire qualsiasi potenziale vuoto spirituale causato dalla chiusura dei luoghi di culto da fine marzo”.

il Ramadan dell’anno 1441 dell’egira …

…. ossia la fuga di Maometto dalla natia Mecca, nel 614 d.C, per mettere in salvo sé e i suoi fedeli dalla violenza tribale e che segna l’inizio dell’era musulmana. 

L’augurio della grande moschea di Roma …

… Il Centro Islamico Culturale d’Italia, unico ente islamico riconosciuto in Italia e noto come la grande moschea di Roma, ha annunciato che il mese di Ramadan dell’anno 1441 dell’egira, mese di digiuno e penitenza per i Musulmani , è iniziato.

Le collaborazioni

Quest’anno gli esperti religiosi del Centro Islamico hanno potuto godere della collaborazione scientifica dell’INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica. Il Centro Islamico Culturale d’Italia e l’Istituto Nazionale di Astrofisica hanno infatti costituito una commissione scientifica congiunta che anche in avvenire – dice un comunicato della grande moschea di Roma – collaborerà nel determinare l’inizio del Ramadan, del mese del Pellegrinaggio, del Capodanno Islamico.

Gli auguri di Abdellah Redouane, Segretario Generale del Centro islamico, a tutti i fedeli

A farne parte, per il Centro Islamico,sono il Segretario Generale, Abdellah Redouane, l’Imam Nader Akkad e Gabriele Tecchiato. Nel comunicato, Abdellah Redouane – che formula gli auguri a tutti i musulmani, in Italia e nel mondo, per l’inizio del mese sacro – ricorda a tutti i fedeli che, nella situazione attuale, non essendo possibile vivere la gioia della preghiera congregazionale e della rottura comunitaria del digiuno, i fedeli sono chiamati a una ulteriore prova e a un ulteriore sforzo nel professare la loro fede e vivere il loro digiuno.

Il Centro Islamico raccomanda a tutti i musulmani di continuare a rispettare, anche nel mese del digiuno, le disposizioni di legge in materia di contenimento del Covid-19. Dovranno continuare a evitare assembramenti, sia nei momenti di preghiera che nei momenti di rottura del digiuno.

Il messaggio dell’UCOII ”È con gioia e speranza che auguro un buon inizio di Ramadan”.

Così Yassine Lafram, presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, in un messaggio augurale per l’inizio del Ramadan.

“Sebbene passeremo questo sacro mese diversamente dagli anni passati, – continua – relegati nelle nostre case, non dobbiamo scoraggiarci né perdere le speranze, ma manteniamo la nostra fede salda e lo spirito di fratellanza che questo periodo ci richiede maggiormente”.

“Non ci saranno le preghiere di tarawih in moschea, né iftar (cene di Ramadan) in compagnia, perché siamo tutti chiamati a rispettare le disposizioni ministeriali per la tutela della vita umana, principio cardine per l’islam.

Questa sarà una nuova sfida per le comunità islamiche e una preziosa opportunità per ciascun credente per dedicare più tempo alla propria famiglia. Rinnoviamo inoltre le nostre condoglianze alle famiglie dei deceduti e auguriamo ai malati una pronta guarigione.”

Raccolti oltre 500mila euro devoluti a ospedali, Protezione Civile, Comuni e Associazioni di volontariato

Intanto le comunità islamiche italiane, mosse da un forte senso di solidarietà e impegno civico, hanno raccolto più di 500mila euro. -Sottolinea il presidente Yassine Lafram-. Devolvendo la somma a ospedali, Protezione Civile, Comuni e Associazioni di volontariato.

Appena è cominciata l’emergenza le comunità islamiche si sono mosse per raccogliere tra i fedeli ciò che questi potevano donare. Infatti non disponendo dell’8×1000 hanno contribuito in autonomia, per dare un supporto concreto alle realtà coinvolte nella gestione della pandemia e al territorio in cui vivono e di cui si sentono parte integrante.

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