Il Vaticano al tempo del Coronavirus

Anche la Basilica off limits. Il pontefice richiama all’osservazione delle direttive emanate dalle autorità: “Con la buona volontà sono un valore aggiunto di cui il mondo ha estremo bisogno”

Acquasantiera svuotata d’acqua
Photo @vitoc

Il Vaticano al tempo del Coronavirus. La sala stampa della Santa Sede ha diffuso una nota in cui si parla di positività al Covid-19 riscontrata in un paziente ricoverato in Vaticano.

Il coronavirus sbarca anche in Vaticano. Il direttore della Sala Stampa Matteo Bruni e dai media vaticani,annuncia che “sono stati temporaneamente sospesi tutti i servizi ambulatoriali” per “poter sanificare gli ambienti a seguito di una positività al Covid-19 riscontrata ieri in un paziente”, e che non si svolgerà l’Angelus di papa Francesco in piazza San Pietro. Essendo sconsigliati gli assembramenti di persone, si pensa alla diffusione della preghiera del Santo Padre solamente tramite video, con l’ipotesi dello streaming.

I PROVVEDIMENTI DELLA CEI

Le indicazioni principali delle Conferenze episcopali regionali, sulla scia di quanto comunicato dalla Cei dispongono che , le chiese rimangono aperte. Le Messe con il concorso del popolo rimangono sospese, i presbiteri sono invitati a celebrare quotidianamente senza popolo. In tutte le chiese lo svuotamento delle acquasantiere”.

“La Chiesa che è in Italia condivide questa situazione di disagio e sofferenza del Paese e assume in maniera corresponsabile iniziative con cui contenere il diffondersi del virus. Attraverso i suoi sacerdoti e laici impegnati continua a tessere con fede, passione e pazienza il tessuto delle comunità”, afferma la Cei. La speranza è che l’emergenza non si protragga fino a Pasqua, e in quel caso anche la Santa Sede dovrà riorganizzare gli appuntamenti pubblici del pontefice.

La divinizzazione della scienza e il ruolo della fede

Una volta durante le epidemie si organizzavano novene e processioni per invocare la protezione divina, oggi si chiudono le chiese”, e che per questo “manca una riflessione più ampia”. “Aver reciso il cordone con il sacro ha portato ad assolutizzare l’individuo e ciò spiega perché ci comportiamo da bambini sciocchi davanti al coronavirus”, è l’analisi del medievista Cardini.

“Spesso viviamo come in una bolla, che ci fa sentire al riparo dai colpi della vita”, ma “le circostanze a volte scombinano i nostri piani e ci chiamano bruscamente a rispondere”, ha scritto invece il presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione Julián Carrón, in una lettera inviata al direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana. “Le nostre piccole o grandi ideologie, le nostre convinzioni, perfino quelle religiose, sono messe alla prova”, mentre ” il nemico con cui ci troviamo a combattere non è appena il coronavirus, ma la paura”. Perciò “quello di cui abbiamo bisogno è intercettare persone che incarnino questa vittoria”, ha affermato Carrón.

Coronavirus indicazioni  della Cei per la celebrazione della Messa
Edicola in Borgo Cappuccini
Photo @vitoc

La Diocesi di Livorno sospende la Messa. Come segno di vicinanza ai fedeli il vescovo mons. Giusti celebrerà ogni domenica la Messa al Santuario di Montenero, a porte chiuse, e sarà trasmessa in diretta su Granducato. Altre parrocchie si stanno attrezzando per diffondere la celebrazione della Messa in streaming attraverso le piattaforme dei social

Bologna, città zona rossa  le campane alle sette della sera, che suonano a Bologna per chiamare a raccolta contro l’emergenza. I rintocchi partono nello stesso istante da tutti i campanili della diocesi e si diffondono nella città deserta, fanno eco nella piazza vuota, rimbalzano contro le serrande abbassate dei bar, vagano  per i vicoli del centro e gli stradoni di periferia. È un messaggio universale, anche per chi religioso non è. Come noto, la campana suona per tutti noi. Non importa sapere che è stata battezzata con acqua, cosparsa d’olio e d’incenso. Non importa riconoscere il suono, sapere che è il doppio bolognese, una tecnica cinquecentesca nata quando venne issata la seconda campana perché nemmeno uno strumento può vivere da solo. Basta ascoltarla e sentire che un’altra risponde. Hanno cominciato domenica scorsa e continueranno fino al 17 marzo, per nove sere, una novena voluta dall’arcivescovo Zuppi.

Esiste anche una preghiera laica, collettiva e muta, fatta di assenso e riconoscimento, di rispetto e fiducia, negli altri come nel destino. Curiosamente ieri più persone, da Bologna, hanno mandato un sonoro delle campane delle sette di sera, come per propagarlo, per annullare la distanza proprio mentre la stiamo tenendo. 

Fonte: La Repubblica

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