Livorno, Piazza Mazzini ore 07:00 del giorno 5 marzo 2020, il bar “Smile Caffè” chiude per ferie forzate. Non si tratta di fallimento o altro, piuttosto vista la disposizione del governo di sospendere le attività scolastiche a causa dell’emergenza coronavirus, si è visto diminuire sensibilmente i clienti. Così il titolare ha deciso di chiudere per ferie, fino al termine dell’emergenza.

Ci sono varie domande da porci su questo, per esempio la misura di sospendere le attività scolastiche sortirà qualche effetto? Perché il costo in termini economici e sociali è enorme. Inoltre se si tratta veramente di una malattia assimilabile all’influenza, con una mortalità limitata sebbene molto contagiosa, perché prendere misure così drastiche? Per rispondere a questa domanda, basta adire come motivo la cronica carenza di posti in terapia intensiva? Ricordiamoci che ogni governo, chi più chi meno, ha sempre effettuato dei tagli sulla scuola e sulla sanità, adesso ci troviamo di fronte alle conseguenze di queste decisioni: non siamo in grado di fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Si chiudono le scuole e rimangono aperte le palestre, questo mi sembra proprio una contraddizione. Senza contare i centri commerciali dove l’accesso è indiscriminato e in questi giorni si è registrato un letterale assalto ai generi alimentari.
L’idea della chiusura delle attività sembra stuzzicare questo governo, ma rimangono in piedi molte domande: come pagheranno i gestori le bollette, le tasse e gli affitti? C’è il serio rischio di default per molte attività se non arriverà un aiuto da parte dello stato in caso di chiusura forzata. Ricordiamoci che i commercianti e le imprese in questo periodo sono tartassati da nuove tasse, adempimenti e crisi economica … una chiusura forzata potrebbe essere fatale.
Il bar “Smile caffè” fu oggetto di un furto nella notte tra mercoledì 22 e giovedì 23 gennaio. Il link dell’articolo
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