Firenze 7 febbraio 2019 la procura condurrà le indagini sulla morte del Livornese Giacomo Perissinotto per omicidio colposo, l’autista del 118 scomparso a soli 45 anni il 24 gennaio scorso all’ospedale di Careggi.

L’esposto è stato presentato, tramite l’avvocato Alessandro De Ranieri, dalla moglie Dayana Turi e dal fratello Valerio Perissinotto, anche loro soccorritori per la Pubblica assistenza. Il fascicolo aperto è al momento contro ignoti e non figurerebbe alcun indagato. Il pubblico ministero ha disposto il sequestro della cartella clinica e oggi venerdì 7 febbraio verso le 9.30 è stata eseguita l’autopsia.
Nei prossimi giorni la famiglia comunicherà i dettagli relativi alle Indagini sulla morte del Livornese Giacomo, dopo che la magistratura avrà preso le proprie decisioni, tra queste l’eventuale dissequestro della salma.
Ricordiamo brevemente quanto accadde nei tristi giorni, che hanno portato la morte del volontario della SVS. Giacomo venne ricoverato il 10 gennaio scorso, per un controllo di routine su un intervento subito tre anni prima, il trapianto di un rene. Dopo qualche giorno si aggravarono condizioni di salute del ricoverato, così venne trasferito prima terapia subintensiva e poi in quella intensiva. Fino al tragico 24 gennaio quando alle 8,20 Giacomo trovò la morte per shock settico.
Per i livornesi lui e la sua famiglia erano come angeli, sempre presenti nel momento del bisogno a bordo delle ambulanze della SVS.
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