Harakiri amaranto, solo pari per un buon Livorno dopo 90′ rocamboleschi

I ragazzi di Paolo Tramezzani giocano un primo tempo fantastico ma poi si perdono. Per un buon Livorno arriva un solo punticino

Harakiri amaranto, solo pari per un buon Livorno dopo 90' rocamboleschi
Non è bastato il gol nel recupero di Marras per conquistare i tre punti Fonte: Livorno Calcio

Non è bastato un buon Livorno per tornare a quella vittoria che manca ormai da tempo immemorabile; i ragazzi di Paolo Tramezzani sembrano, almeno nel primo tempo, un’altra squadra rispetto a quella tremebonda che aveva chiuso il 2019 con appena 12 punti in classifica, ed un piede e mezzo nell’inferno della C. Invece, gli amaranto offrono una prestazione scintillante nei primi 45′, chiusi avanti 3-1, salvo poi subire nella ripresa la rimonta dei liguri. E non inganni lo scarso appeal dei liguri, quella di Boscaglia era forse la squadra che aveva terminato meglio il 2019, chiuso in piena zona playoff.

La mano di Tramezzani

Nel primo tempo l’undici labronico è apparso davvero un’altra squadra, amplificando a dismisura i progressi apprezzati nel pareggio di Empoli. Al “Picchi” si è vista una compagine organizzata, con una propria fisionomia, rivitalizzata dal duro lavoro durante la sosta. Progressi lampanti che vanno, senza dubbio alcuno, ascritti a Paolo Tramezzani. Il biondo tecnico amaranto è riuscito a trasformare una squadra debole e tremebonda, che spariva al primo refolo di vento, in una sempre presente a sé stessa, mai timorosa e sempre aggressiva. E sempre vogliosa di agganciare i tre punti, anche quando tutto, leggi 3-3 di De Luca, con annessa rissa in campo, sembrava perduto. Peccato per l’ennesima ingenuità, per l’ennesimo goal incassato nel recupero che ha fatto somigliare tanto, troppo, il Livorno alla mucca che, dopo essere stata munta, rovescia il secchio del latte.

Ingenuità

Progressi che però hanno partorito il classico topolino, sotto forma di un pareggio, incredibile, per 4-4. Già perchè negli ultimi 15′, più recupero, sono tornate nuovamente a galla le lacune, fisiche e psicologiche, amaranto. Quando Poli ha siglato il 3-2, in casa Livorno sono calate le tenebre, riapparse vecchie paure ed una vittoria che sembrava certa si è trasformato in un pareggio che assomiglia tanto, troppo, all’ennesima sconfitta, Colpa di una rete incassata in modo a dir poco ingenuo, incassata da un difensore lasciato solo soletto in mezza all’area di rigore, perdipiù in pieno recupero. Certo che se non vinci neanche quando segni quattro reti, beh allora diventa difficile anche solo sperare in una clamorosa “remuntada”.

L’attacco

Peccato davvero, anche perchè il reparto più deludente nello sconfortante girone amaranto, l’attacco, è sembrato rivitalizzato dalle feste natalizie, manco che ai “punteros” labronici il panettone avesse fatto lo stesso effetto degli spinaci a Braccio di Ferro. Murillo ha segnato una rete e regalato l’assist del raddoppio a Braken; l’olandese, oltre a segnare il raddoppio, si è procurato anche un calcio di rigore. Se aggiungiamo i soliti ghirigori di Marras, con annesso bersaglio personale, e le velenose incursioni di Rocca, autore del momentaneo 3-0 su penalty, beh non si capisce come questa squadra abbia potuto realizzare solo 14 reti nelle 19 partite del girone di andata, salvo poi infilarne 3 in 45′. Progressi evidenti, vanificati dalle amnesie di una retroguardia a dir poco rivedibile, e la salvezza si allontana sempre più.

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