Il mistero della donna ritrovata morta. Omicidio?

Forse il delitto è ad opera della nuora un brasiliana di 32 anni. Comincia a districarsi il mistero della donna ritrovata morta.

Fotografia fatta da un lettore

Colpo di scena nell’indagine sulla morte di Simonetta Gaggioli, ex funzionaria della Regione Toscana. Il cadavere della donna di 76enne fu ritrovato il 3 agosto 2019 dentro un sacco a pelo in un fosso a Riotorto, nella zona di Livorno, lungo la Vecchia Aurelia. I carabinieri della Stazione di Livorno hanno arrestato Adriana Gomes, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare. La donna, una brasiliana di 32 anni, è accusata di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Per concorso nei reati contestati alla Gomes risulta ancora indagato il marito Filippo Andreani, figlio di Simonetta. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la donna sarebbe stata stata avvelenata con un farmaco prescritto dal medico, ma somministrato con una dose 10 volte superiore a quella indicata.

La dinamica dell’eventuale omicidio

Per gli inquirenti, sulla base dei risultati dell’esame autoptico e di altri elementi acquisiti nel corso delle indagini, l’arrestata avrebbe somministrato nel caffè a Gaggioli un farmaco in dose estremamente alta tale da risultare letale.

La medicina veniva già presa dalla donna di 76 anni, per motivi terapeutici e sotto prescrizione medica. Sempre secondo gli inquirenti, la nuora da sola avrebbe poi trasportato il cadavere fuori dalla sua abitazione di Riotorto, per poi caricarlo in auto e abbandonarlo sul ciglio dell’Aurelia.

Il Movente

Secondo gli investigatori il movente dell’omicidio sarebbe il rapporto conflittuale con la suocera. Inoltre la donna sarebbe ritenuta responsabile anche dei reati di “truffa aggravata” e “indebito utilizzo di carte di pagamento”.

Infatti avrebbe continuato ad usare le carte intestate alla Gaggioli e usufruito la pensione omettendo di comunicare in ambedue i casi il decesso della suocera.

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