Sconcerto e protesta di un cittadino
Succede a Rosignano, sette mesi e mezzo per un encefalogramma da effettuare all’ospedale di Cecina. L’alternativa, altrimenti, attraversare il mare ed andare a Portoferraio, all’Isola d’Elba. E se i controlli sono due, visita oculistica ed elettroencefalogramma, due viaggi, due traversate, due pernottamenti.

Per un pensionato come Alberto Girolami, 73enne di Rosignano, racconta è una spesa pesante. ” Ottenere visite ed esami all’interno dell’Usl Toscana nord-ovest sono diventate un problema con cui i cittadini devono combattere quotidianamente. Mi hanno dato appuntamento il 20 di agosto- dice- mi pare un attesa eccessiva. Altrimenti mi hanno detto che sarei potuto andare il 7 gennaio, oggi, a Portoferraio, ma questo voleva dire partire la sera prima, spendere per viaggio fino a Piombino, traghetto per l’Elba e pernottamento. E’ chiaro che poi i cittadini si rivolgono alle strutture private”.
Interviene con decisione su quanto succede il Consigliere Regionale Roberto Biasci: “Oltre sette mesi e mezzo per un elettroencefalogramma da effettuare a Cecina. Per la Sanità Toscana, anno nuovo, ma problemi vecchi.”

“Ci sembra abbastanza sintomatico di come il problema delle liste d’attesa in Sanità sia ben lungi dall’essere risolto- afferma Roberto Biasci- analizzando quanto accaduto ad un cittadino di Rosignano che dovendosi sottoporre ad un elettroencefalogramma, debba attendere più di sette mesi per poterlo effettuare.” “Un tempo davvero eccessivo- prosegue il Consigliere- che creerà non pochi problemi al protagonista di questa vicenda, colpevolmente molto simile ad altre”. “Com’è possibile- precisa l’esponente leghista- costringere una persona a dover aspettare così tanti mesi per un esame medico? Non riteniamo, inoltre, per niente giustificabile, il fatto che al settantenne rosignanese, gli avessero proposto, con minimi tempi di attesa, di fare la visita a Portoferraio, considerato che la trasferta sarebbe stata oltremodo dispendiosa”. “insomma- conclude Roberto Biasci- è proprio il caso di dire che, per la Sanità toscana, anno nuovo, ma problemi vecchi”.
Laura Petreccia, Vito Capogna
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