“Non l’abbiamo ucciso noi”, Ex TRW, parlano i due sospettati

Gli uomini che da mesi vivevano nell’ex TRW, hanno dichiarato “Non l’abbiamo ucciso noi”. Gli sviluppi dell’indagine

“Non l'abbiamo ucciso noi”, Ex TRW, parlano i due sospettati
Fotografia di repertorio

L’interrogatorio

Gli inquirenti hanno interrogato a lungo le due persone, che vivevano con lui dentro l’ex TRW da circa due mesi, forse addirittura da pochi giorni dopo il rave party di Ognissanti, quando morì Moira Piermarini. I due sospettati hanno ripercorso i ricordi con fatica, perché quella sera erano sotto gli effetti dell’alcol. Un racconto, che presenta numerosi vuoti su quanto è accaduto tra le 18,00 e le 20,00 di venerdì sera, cioè fino a quando al centralino del 118 è arrivata la telefonata in cui si chiedeva l’intervento di un’ambulanza in via Enriques.

Dalle lunghe deposizioni nel fascicolo del pubblico ministero Massimo Mannucci, emerge che entrambi gli interrogati abbiano confermato le precarie condizioni di salute di Daniel Marian Timoce. L’uomo, un rumeno di 43 anni, viveva di elemosina.

Daniel, secondo la versione dei due interrogati, sarebbe stato messo a letto da loro dopo aver bevuto molto. In pratica i due connazionali affermano di essere entrati nella sua stanza, ricavata nella zona centrale dell’ex fabbrica, e di essersi preoccupati perché non lo sentivano russare. Sempre secondo le versioni dei due uomini quando si sono avvicinati, si sono accorti dell’assenza di battito cardiaco.

Il colpo di scena

A complicare tutto sono la presenza di varie tracce di sangue sul corpo della vittima e soprattutto la ferita alla testa. Così il pubblico ministero ha disposto l’autopsia per verificare le cause del decesso e soprattutto se quella ferita possa aver causato la morte.

La Procura, in attesa dei risultati dell’autopsia ha deciso di non iscrivere nessuno nome nel registro degli indagati limitandosi a chiedere agli amici della vittima di restare in zona a disposizione.

Le polemiche

In attesa della conclusione delle indagini torna la diatriba sulla sicurezza all’interno della ex Trw. Ancora una volta all’interno dell’area, non monitorizzata, si è consumato un tragico episodio. A questo punto è lecito chiedersi se il proprietario del fabbricato debba assumersi le proprie responsabilità? Secondo il sindaco Luca Salvetti sì: infatti interpellato si è più volte appellato alla proprietà, senza però ottenere niente di concreto.

Anche noi siamo della stessa opinione del Primo Cittadino e questo ennesimo episodio non dovrebbe lasciare dubbi a proposito. Ci sono gli estremi per arrivare a una denuncia penale nei confronti della proprietà? Resta in ogni caso fondamentale che le istituzioni, vista l’importanza, spingano per la riqualificazione dell’area.

Stay Tuned

Per leggere i nostri articoli vai sulla nostra pagina Facebook oppure sul nostro giornale on line

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.