Il Direttore Alessandro Guerrieri, ha fatto quattro domande scomode all’amministratore unico di AAMPS. Si può essere d’accordo o meno, comunque Rossi non si è sottratto. Della serie “ Le interviste de “L’Osservatore”

1) Il perché di questa parziale retromarcia del conferimento giornaliero nei cassonetti a tessera?
Non si tratta di una retromarcia. Abbiamo invece introdotto una miglioria al servizio di raccolta dei rifiuti a fronte di un disagio rappresentato da migliaia di cittadini. Non dobbiamo dimenticare che il centro è un’area a sé stante rispetto al resto della città, sia per densità di popolazione che per configurazione urbanistica. Pertanto il sistema di raccolta porta a porta “classico” non può essere attivato tout court per motivi strutturali e organizzativi.
2) Da quanto appare dal vostro comunicato si interverrà solo su parte della città, in particolare a favore di chi può conferire nei cassonetti. In questa maniera non si creano cittadini di serie A e serie B?
La suddivisione tra cittadini di seria A e di serie B non regge, proprio per il fatto che qualunque sistema di raccolta dei rifiuti deve tenere conto di molteplici variabili operative e strutturali. Dove è presente il porta a porta i benefici di natura ambientale sono evidenti e tangibili e i traguardi raggiunti nei percorsi tracciati dalle normative europee e nazionali sono stati colti grazie alla collaborazione indispensabile di ogni singolo cittadino. Semmai lo svantaggio, in questo contesto, è per i cittadini definiti di serie A!
3) Cosa si prevede per chi conferisce i rifiuti tramite il porta a porta tradizionale? Si aumenteranno almeno i passaggi?
E’ in corso una rivisitazione complessiva di tutto il sistema di raccolta dei rifiuti vigente. Vi sono problematiche pregresse che vanno certamente risolte ma è anche un dato di fatto che il servizio di raccolta porta a porta è apprezzato dalla moltitudine dei cittadini e la raccolta differenziata ha superato il 68%. Per questo il nostro impegno sarà rivolto al consolidamento di ciò che di buono stiamo facendo così come ad accantonare le lacune emerse negli ultimi mesi dopo un avvio del servizio a mio avviso realizzato con troppa fretta. E’ comunque nostra intenzione aumentare ulteriormente le % di RD ma soprattutto puntare alla migliore qualità delle frazioni raccolte anche avvalendoci di campagne di comunicazione mirate rivolte alla cittadinanza.
4) Della raccolta differenziata che percentuale viene realmente recuperata?
A Livorno siamo intorno al 44%. E’ un dato che potremmo definire “giovane” in virtù dell’estensione del PAP a tutta la città avvenuto recentemente. Quando i livornesi avranno assimilato le nuove abitudini siamo certi che anche la qualità dei materiali raccolti aumenterà progressivamente e, con essa, anche le % di materia da avviare a recupero. Il nostro impegno continuo, per il quale chiederemo sostegno dei cittadini, sarà rivolto anche in questa direzione.
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