Nuovi parchi giochi a Colesalvetti? Off limits

I nuovissimi “giochi a regola d’arte”, a Collesalvetti e nelle sue frazioni, parchi decorati con Kandinskij e Mirò, sono tutt’ora un miraggio per i piccoli abitanti, o per meglio dire, un utopia. Fermi tre cantieri del progetto e siamo già a novembre.

All’inizio di questa seconda settimana di novembre, abbiamo fatto visita allo stato di avanzamento dei nuovi parchi. Alcuni sono già completati, ma Off-limits ai più piccoli, altri invece, ancora incompleti. Sono tutti con le barriere da cantiere che ne delineano il perimetro dei lavori, come per intendere che sono in corso i lavori, ma in realtà, come ci riferisce un gruppo di ragazzi intervistati mentre entravano nell’area interdetta da una apertura di fortuna, che alla nostra domanda, – ci sembra che i lavori sono fermi, da quanto tempo? – “I lavori? sono fermi da luglio”. Siamo a Collesalvetti al parco “pubblico” di via Giuseppe Garibaldi.

I ragazzi da prima diffidenti, poi si sfogano – “è uno schifo, lo stato di abbandono e uno sfregio per tutti qui a Colle” ci invitano ad entrare – “venite, venite a vedere in che stato si trova”, uno di questi ci indica un cumolo di detriti e legname, sono i vecchi giochi che sono stati abbattuti per far spazio ai nuovi, “vedete, qui noi ci incontriamo per stare insieme, chiacchieriamo, ascoltiamo musica lontani dal traffico e giochiamo” ammiccando al campo di pallacanestro, “ invece i bambini più piccoli non possono perché rischiano di farsi male, e una vergogna…”.

Un altro ragazzo rincalza, ”Io ho conosciuto un paio di operai che lavorano nei cantieri, loro vengono dal Sud, dalla Campania, ma loro stessi ci dicono che vengono dirottati su altri siti di lavoro. Non sanno nemmeno dirci quando saranno consegnati definitivamente”.

Il Parco di Collesalvetti e il più grande e il piu’ attrezzato del comune, ha tanti giochi polifunzionali, panchine in plastica riciclata dove poter consumare merenda o fare un pic nic in famiglia, alberi, un prato “incompleto” dove la natura inselvatichita ne sta riprende gli spazi. La sua potenzialità viene meno a causa di mesi di trascuratezza e abbandono in tutta l’area.

A Vicarello, è l’erba da tagliare a scandire il tempo. Dirigenti dell’area sportiva e multifunzionale della frazione, incuriositi dalla nostra presenza, intenti ad osservare il parco, ci dicono – “non si possono ancora usare, devono essere fatti tre tagli prima che si possa rendere l’area calpestabile”. La rete di plastica rossa che vieta l’accesso è stata strappata via dalle intemperie o dai bambini che non resistono alla vista dei quel parco nuovo, pronto all’uso, ma non accessibile.

Genitori incontrati a Vicarello e Stagno lamentano la mancanza di spazi dedicati ai più piccoli. Una donna, Agnese, ci dice “Il pomeriggio è lungo da passare se non abbiamo un punto dove portare i nostri figli a giocare.” E’ la mamma di due bambini che si sofferma a parlarci davanti alle grate di ferro del parco di via della Costituzione a Stagno. Lo scenario lo conosciamo gia’, e le vicende dei pini abbattuti che hanno incendiato la cronaca, di questi mesi passati.

Agnese: -“la parola Parco credo sia stata la prima parola imparata da mio figlio, subito dopo i mamma e papà, e così credo vale più o meno per tutti i bambini. Conosce la posizione dei parchi che frequentiamo di solito meglio di casa sua: infatti se ci passiamo vicini si sbraccia con entusiasmo incontenibile, e guai a non entrarci.”

In paese i parchi gioco sono una risorsa impagabile per i bambini che possono giocare in serenità e per i grandi che possono allentare la presa e prendere una boccata d’ossigeno.

A questo punto attendiamo risposte dall’Amministrazione Comunale, mentre ci allontaniamo dai “parchi con tutti i colori dei quadri di Kandinskij e Mirò  a fare da sottofondo.

Laura Petreccia, Vito Capogna

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