
Allarme manutenzione infrastrutture

Una situazione che desta preoccupazione. Sebbene si affermi che Collesalvetti si collochi tra valori bassi per incidentalità sul territorio, ci segnalano la mancanza di attenzione e efficienza in merito a manutenzione per migliorare i livelli di sicurezza, sia sulla rete ferroviaria che attraversa la periferia collinare livornese, sia sulle infrastrutture e strade. I due passaggi a livello di Vicarello e di Collesalvetti, brillano per inefficienza. Sono sempre più spazientiti gli automobilisti che si vedono costretti ad attese estenuanti sino a due ore per potere superare le sbarre dei passaggi a livello, a volte senza nemmeno veder passare un treno. La cosa preoccupante, riguarda le autoambulanze, che, giunte al passaggio a livello chiuso, sono costrette a fare inversione e a cercare strade alternative. Non serve il numero di telefono apposto sul cartello al passaggio a livello per chiamare in caso di blocco perenne. Gli automobilisti non sono gli ormai estinti casellanti delle Ferrovie. E tutto ciò si contrappone quasi per contrappasso alla riscoperta delle locomotive a vapore, alle carrozze degli anni 30, treni storici che collegano e permettono nuove forme di viaggi anche per coloro che quotidianamente si devono spostare per lavoro. Collesalvetti avrebbe forti potenzialità per reti e infrastrutture. Ed invece emerge un dato preoccupante: una parte degli incidenti significativi dell’anno in corso è stato causato dalla scarsa manutenzione delle strade.

La strada provinciale 555 del tratto stradale Stagno-Guasticce, desta molta preoccupazione per chi la percorre quotidianamente per via della scarsa visualità. Si guida a memoria e se ne conosce le impervie. Per i meno assidui l’unica guida per seguire il tratto, è seguire la “segnaletica” orizzontale, linee poste a bordo strada, ma c’è un piccolo particolare, queste sono quasi completamente scolorite o scomparse, senza contare il fatto che non vi è un solo lampione ad illuminarla.

E con la pioggia? Peggio che andar di notte.
Vi e’ solo una certezza. Su quel tratto si rischia la vita, e con la pioggia le percentuali di rischio salgono vertiginosamente; Il riflesso dei fari delle auto in senso opposto sull’asfalto bagnato e liscio come in queste sere autunnali, ti fanno perdere il tratto bianco a margine, e che dire dell’effetto dell’acquaplanning che è su tutta la tratta. Un incubo di 5 km. Urge un controllo e monitoraggio dei processi di manutenzione, di tracciabilità delle operazioni di sicurezza sia sulla rete ferroviaria, sia sulle infrastrutture. Urge progettare nuove forme di circolazione, di evoluzione del trasporto pubblico, partendo dal patrimonio acquisito. Lo chiedono le migliaia di automobilisti, di pendolari che ogni giorno lottano con strade e servizi inefficienti ed insicuri, lo pretendono quei morti già registrati nei mesi del 2019.

Laura Petreccia, Vito Capogna
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