«Sugli alberi di viale Mameli la giunta ha mentito ai cittadini, sulla cementificazione di via Goito di chi dovremmo fidarci?»

Livorno, 9 settembre – Verifiche superficiali, dichiarazioni confusionarie e poca chiarezza sui possibili danni collaterali. Sono anche questi i punti per cui il Comitato degli Orti Urbani si fida da poco dell’approccio comunale sulla questione di via Goito. A seguito dei recenti sviluppi sul taglio degli alberi di viale Mameli infatti, viene da chiedersi se la questione del verde cittadino sia trattata a dovere. Di seguito il comunicato ufficiale:
«”Ne togliamo 5 pericolanti.. basta fake news” Questa è stata la dichiarazione del sindaco Salvetti in occasione del taglio degli alberi in Viale Mameli. In tanti, in buona fede, hanno creduto alle parole del Sindaco. La sicurezza prima di tutto».
La partecipazione in viale Mameli e il dietrofront del Comune
«Per fortuna, il giorno dell’abbattimento, la ditta si è trovata davanti un “muro” di oltre 200 cittadini tra cui una nutrita delegazione del comitato orti urbani di Via Goito».
«Grazie ad un accesso agli atti, oggi abbiamo scoperto che neanche un albero era pericolante. E infatti il Sindaco è stato costretto ad approfondire meglio la questione e fare marcia indietro».
Costruire: una scelta politica
«In via Goito non ci sono 7 alberi ce ne sono centinaia. Lì non c’è da installare un impianto di illuminazione ma abbiamo un imprenditore che vorrebbe costruire un nuovo ‘eco quartiere’ abbattendo un’oasi urbana».
«In via Goito si può costruire solo perché la Giunta Comunale attuale e quelle precedenti, hanno deciso che si può fare. Non è una Legge nazionale ma il piano operativo. Il fatto che il terreno sia privato non ha nessuna importanza».
Le dichiarazioni poco convincenti secondo il Comitato
«Come per viale Mameli, in queste settimane, abbiamo subito i violenti attacchi dell’Amministrazione Comunale:
- Fake news! l’80% sarà un parco pubblico
- Non è il 20% ma solo il 2%
- Il verde sarà ancora maggiore di quanto lo è adesso
- Verranno installati dei “mini cantieri”
- Non si poteva fare altrimenti, è la Legge che lo impone
- Non è possibile trasferire gli indici in altra area
Di chi dovremmo fidarci? Di chi ha mentito ai suoi stessi cittadini?».
un approccio superficiale sul verde cittadino
«Sull’oasi urbana di Via Goito lo scenario è chiaro. Il Comune non ha idea di come gestire questa partita. Con una superficialità disarmante sta continuando a fare dichiarazioni contraddittorie e confusionarie e alla fine, come sempre accaduto in passato, sarà il costruttore di turno ad approfittarne».
«Lo ribadiamo per l’ennesima volta. Se la Giunta non interverrà imponendo il trasferimento degli indici edificatori su altra area già urbanizzata, dell’oasi urbana di via Goito non resterà NULLA. Centinaia di alberi abbattuti».
I possibili danni: l’esempio di viale Mameli
«I cantieri, per costruire 4 grandi palazzi di 4 piani, occuperanno gran parte del terreno, verranno costruite strade e parcheggi e il piccolo parco che verrà realizzato diventerà di pertinenza delle nuove abitazioni di lusso. La cittadinanza perderà sei ettari di bosco urbano semi selvatico che dà ossigeno e abbatte le temperature, mentre Frangerini passerà all’incasso».
«È’ questo l’interesse pubblico perseguito con l’operazione di Via Goito? Se si erano sbagliati su sette alberi non potrebbero aver sbagliato su sei ettari?».
«Quello che è successo con gli alberi di Viale Mameli ci dà la conferma di quanto sia importante continuare a presidiare l’oasi urbana di via Goito e lottare contro il cemento e la speculazione. Non cederemo neanche di un centimetro. Non costruiranno mai».