Realizzata nei cantieri piombinesi, è la prima di quattro piattaforme previste dalla commessa Rosetti Marino per il progetto Eni di cattura e stoccaggio della CO₂ nella baia di Liverpool.
PIOMBINO – Dal porto di Piombino è partita la Douglas CCS, piattaforma offshore destinata alla baia di Liverpool, nel Regno Unito. Un passaggio importante per il polo industriale piombinese, coinvolto nella costruzione dell’infrastruttura attraverso la joint venture Rosetti PIM.
La partenza è avvenuta lunedì 7 settembre dopo il completamento delle operazioni di carico e delle attività svolte nel cantiere di Piombino.

Douglas è la prima delle quattro piattaforme offshore previste dal contratto assegnato a Rosetti Marino da Liverpool Bay CCS Ltd, società del gruppo Eni.

È importante distinguere il valore complessivo dell’operazione da quello della singola struttura: la commessa annunciata da Rosetti Marino nel 2025 supera i 300 milioni di euro, ma riguarda l’intero pacchetto delle quattro piattaforme e non soltanto Douglas.
Una struttura da oltre 1.800 tonnellate
La fase onshore della Douglas è stata completata a Piombino.
Secondo i dati diffusi da Rosetti Marino in occasione delle operazioni di load-out, il topside ha un peso netto di circa 1.855 tonnellate, che sale a 2.128 tonnellate nella configurazione utilizzata per il trasferimento. La struttura occupa complessivamente uno spazio di circa 39 per 35 metri.
Dopo la partenza dalla Toscana, la piattaforma dovrà raggiungere il Regno Unito per la successiva installazione offshore nella zona della Liverpool Bay.
Il progetto per lo stoccaggio della CO₂
La Douglas farà parte del Liverpool Bay Carbon Capture and Storage Project, una delle principali infrastrutture britanniche dedicate alla cattura e allo stoccaggio dell’anidride carbonica.
Il sistema servirà a raccogliere la CO₂ prodotta da attività industriali nel nord-ovest dell’Inghilterra e nel Galles settentrionale, trasportandola verso giacimenti di gas esauriti situati sotto il fondale marino della baia di Liverpool, dove sarà stoccata permanentemente.
Eni indica per la prima fase una capacità prevista di 4,5 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno, con l’obiettivo di arrivare fino a 10 milioni di tonnellate annue nel corso degli anni Trenta. L’entrata in funzione del sistema è prevista nel 2028.
Piombino coinvolta in una commessa internazionale
Per Piombino la partenza della Douglas rappresenta anche la conclusione di una fase industriale significativa.
Rosetti Marino opera infatti nell’area attraverso Rosetti PIM, joint venture costituita con Piombino Industrie Marittime. Nel cantiere toscano sono state portate avanti le attività necessarie alla realizzazione e preparazione della piattaforma prima del trasferimento verso il Regno Unito.
Un lavoro che inserisce ancora una volta Piombino nella filiera internazionale dell’impiantistica offshore e, in questo caso, in un progetto legato direttamente alle nuove tecnologie per la decarbonizzazione industriale.