CRONACA Aeroporti

Controlli EES, Ryanair teme nuovi ingorghi: cosa cambia anche a Pisa

Scaduta la misura che permetteva maggiore flessibilità in caso di congestione. Nessun nuovo obbligo per gli italiani, ma Ryanair teme attese più lunghe negli aeroporti.

Passeggeri in attesa ai controlli di frontiera in un aeroporto, con il logo Ryanair in evidenza
Ryanair lancia l'allarme su possibili ingorghi ai controlli di frontiera negli aeroporti europei, inclusi quelli che servono voli extra-Schengen da Pisa.

Ryanair chiede all’UE di prorogare la flessibilità per i controlli di frontiera, temendo lunghe attese negli aeroporti europei, incluso Pisa.

La questione può interessare anche l’Aeroporto Galileo Galilei di Pisa, utilizzato ogni giorno anche da numerosi viaggiatori livornesi e dal quale Ryanair opera collegamenti con Paesi esterni all’area Schengen, tra cui Regno Unito e Albania. La compagnia continua, ad esempio, a commercializzare i collegamenti Pisa-Londra e Pisa-Tirana nel settembre 2026.

Ma cosa cambia realmente per chi parte da Pisa?

Cos’è l’EES

L’Entry/Exit System è il sistema europeo che registra digitalmente gli ingressi e le uscite dei cittadini di Paesi terzi che si recano nell’area Schengen per soggiorni brevi.

Il sistema raccoglie dati del documento di viaggio e informazioni biometriche, come impronte digitali e immagine del volto, sostituendo progressivamente il tradizionale timbro sul passaporto.

Dal 10 aprile 2026 l’EES è pienamente operativo ai valichi delle frontiere esterne Schengen.

Cosa è scaduto il 6 settembre

Non è quindi l’EES a essere scaduto.

A terminare è stata una misura di flessibilità che permetteva di alleggerire temporaneamente l’applicazione del sistema quando i controlli provocavano una congestione particolarmente grave.

Ed è proprio questo il punto contestato da Ryanair.

Secondo la compagnia, eliminare questa possibilità mentre aeroporti e autorità di frontiera stanno ancora affrontando problemi organizzativi potrebbe aumentare il rischio di ingorghi e lunghe attese ai controlli nei momenti di maggiore traffico.

Ryanair chiede quindi di prorogare la deroga almeno fino ad aprile 2027.

Ryanair: «Attese anche di 2-3 ore»

Nel comunicato diffuso il 7 settembre, la compagnia sostiene che durante l’estate in alcuni aeroporti europei i tempi di attesa ai controlli di frontiera abbiano raggiunto anche due o tre ore, citando Cracovia, Lisbona, Milano e Roma.

Ryanair attribuisce le criticità a diversi fattori, tra cui postazioni non perfettamente funzionanti, carenza di personale e maggiore durata delle procedure.

Si tratta, va precisato, di dati e valutazioni forniti dalla compagnia aerea.

«I passeggeri non dovrebbero essere costretti a pagare il prezzo del fallimentare lancio dell’EES», afferma Neal McMahon, COO di Ryanair, chiedendo più tempo per permettere agli aeroporti e alle autorità di frontiera di adeguare personale e infrastrutture.

Cosa cambia per chi vola da Pisa

Il primo chiarimento importante è che un cittadino italiano non viene registrato nell’EES.

Sono esclusi dal sistema i cittadini dell’Unione Europea e quelli di Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. L’EES riguarda principalmente i cittadini extra-UE che entrano o escono dall’area Schengen per un soggiorno breve.

Questo significa, per esempio, che un livornese che vola da Pisa a Londra non deve lasciare impronte digitali all’EES semplicemente perché viaggia verso il Regno Unito.

Il possibile problema riguarda invece la gestione complessiva dei controlli di frontiera: se le procedure sui passeggeri soggetti all’EES rallentano, possono formarsi congestioni nelle aree di controllo passaporti, con ripercussioni sui flussi aeroportuali.

Se l’UE non interviene cosa succede?

Se non arriverà una proroga, l’EES continuerà normalmente a funzionare.

Quello che viene meno è la possibilità di utilizzare quella specifica flessibilità prevista nella fase transitoria per affrontare situazioni di grave congestione.

Non significa quindi che da oggi ci saranno automaticamente ore di attesa a Pisa.

Il rischio indicato da Ryanair è un altro: nei momenti di maggiore affluenza gli aeroporti avrebbero meno margine per alleggerire le procedure, e diventerebbero quindi ancora più importanti il numero degli operatori presenti, il funzionamento delle postazioni automatiche e l’organizzazione dei controlli.

Per chi utilizza il Galilei, dunque, al momento non cambia la documentazione necessaria per viaggiare. La questione riguarda soprattutto la possibilità che, sui collegamenti interessati dai controlli alle frontiere esterne Schengen, si verifichino tempi di attesa più lunghi.

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