CRONACA cantieri livorno

Blitz nei cantieri, Frangerini: «Ricostruzioni false». Cosa prevede davvero l’ordinanza sul caldo

Frangerini Impresa respinge le accuse degli attivisti sui cantieri. Ma cosa prevede davvero l’ordinanza regionale che vieta il lavoro nelle ore più calde?

Ordinanza Regione Toscana sul caldo nei cantieri e replica Frangerini Impresa
La Regione Toscana ha prorogato fino al 30 settembre le misure di tutela dei lavoratori esposti al caldo.

L’impresa replica alle immagini pubblicate dagli Orti Urbani e nega che nei cantieri indicati fossero in corso attività operative esterne. La norma regionale vieta il lavoro tra le 12.30 e le 16, ma soltanto in determinate condizioni di rischio

L’azienda interviene con una nota pubblicata sulla propria pagina ufficiale dal titolo “Basta con le ricostruzioni false”, contestando le accuse e sostenendo che quanto rappresentato attraverso le fotografie non corrisponda alla situazione effettiva nei cantieri.

Al centro della polemica c’è anche l’ordinanza della Regione Toscana contro i rischi da caldo per i lavoratori, che prevede in determinate circostanze lo stop alle attività all’aperto tra le 12.30 e le 16.

Ma cosa stabilisce esattamente il provvedimento?

Frangerini: «Nei cantieri indicati nessuna attività operativa esterna»

La replica dell’impresa è netta.

Secondo Frangerini, le fotografie diffuse sulla pagina degli Orti Urbani sarebbero state scattate «all’interno o in prossimità di aree private e cantieri» e successivamente associate direttamente o indirettamente all’azienda.

Frangerini Impresa precisa che «nei cantieri indicati non vi erano attività operative esterne in corso di esecuzione», contestando quindi la ricostruzione fornita dagli attivisti.

L’azienda chiarisce inoltre un altro punto relativo al cantiere dell’Immobiliare Scuola e Cassa Edile:

«I lavori edili presso il cantiere dell’Immobiliare Scuola e Cassa Edile non sono appaltati a Frangerini Impresa».

Una precisazione confermata anche dalle ricostruzioni successive sulla vicenda: quel cantiere non risulta affidato all’impresa Frangerini.

La contestazione degli attivisti

Il giorno precedente gli attivisti avevano effettuato iniziative presso tre cantieri, sostenendo di aver trovato in alcuni casi lavoratori impegnati all’esterno tra le 14 e le 15.

Il Comitato aveva richiamato l’ordinanza regionale che tutela i lavoratori dai rischi legati alle temperature elevate, annunciando inoltre segnalazioni agli organi competenti.

Si tratta tuttavia, allo stato attuale, di contestazioni avanzate dagli attivisti. Non risultano ancora accertamenti ufficiali che abbiano stabilito eventuali violazioni dell’ordinanza da parte di Frangerini Impresa.

Cosa dice davvero l’ordinanza della Regione

Sul punto è importante leggere integralmente il provvedimento regionale.

L’ordinanza n. 2 del 28 maggio 2026, successivamente prorogata con l’ordinanza n. 3 del 31 agosto, resta in vigore fino al 30 settembre 2026 e riguarda agricoltura, florovivaismo, cantieri edili all’aperto e cave.

Non stabilisce però un divieto generalizzato di lavorare ogni giorno dalle 12.30 alle 16.

Lo stop riguarda le attività con esposizione prolungata al sole e si applica nei giorni in cui la mappa Worklimate riferita ai lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa segnala, alle ore 12, un livello di rischio “ALTO”. Il testo richiama inoltre la valutazione dello stress da calore anche dopo l’adozione delle misure di prevenzione previste.

La stessa Regione sintetizza il provvedimento spiegando che il divieto tra le 12.30 e le 16 riguarda attività faticose svolte all’aperto in condizioni di rischio alto.

Questo significa che la semplice presenza di persone in un cantiere tra le 12.30 e le 16 non è, da sola, sufficiente a dimostrare una violazione dell’ordinanza.

Per stabilirlo occorrerebbe verificare almeno le condizioni concrete dell’attività, l’esposizione al sole, la tipologia di lavorazione e il livello di rischio Worklimate previsto per quella giornata.

Il curioso refuso sul sito della Regione

C’è anche un dettaglio nella pagina informativa della Regione Toscana.

Nel testo online viene indicata come scadenza il “31 settembre 2026”, data evidentemente inesistente. Si tratta di un refuso: l’ordinanza n. 3 del 31 agosto stabilisce formalmente la proroga fino al 30 settembre 2026.

Frangerini denuncia possibili intrusioni nelle aree private

La replica dell’impresa non si limita alla questione del lavoro durante le ore più calde.

Frangerini sostiene infatti che vi sarebbe stata una violazione della proprietà privata, parlando anche di manomissione di cancelli di ingresso e recinzioni da parte degli autori delle pubblicazioni.

Anche in questo caso è necessario precisare che si tratta, al momento, della contestazione formulata dall’impresa, e non di una circostanza giudiziariamente accertata.

Frangerini annuncia che le immagini pubblicate e le modalità con le quali sarebbero state ottenute verranno conservate e sottoposte alle verifiche degli organi competenti.

«Preoccupati per la sicurezza del personale»

L’azienda esprime inoltre preoccupazione per dipendenti, tecnici e collaboratori.

«Abbiamo il dovere di garantire che dipendenti, tecnici e collaboratori possano svolgere il proprio lavoro serenamente», sostiene Frangerini Impresa, annunciando l’intenzione di adottare «i necessari provvedimenti nelle sedi opportune».

Secondo quanto successivamente riferito dal Tirreno, Stefano Frangerini avrebbe inoltre comunicato l’accaduto alla Prefettura, chiedendo attenzione sul fronte della sicurezza nei pressi della sede dell’azienda e dei cantieri.

Una vicenda ormai sempre più tesa

La polemica sui cantieri rappresenta un nuovo capitolo dello scontro nato intorno ai circa sei ettari degli Orti Urbani di via Goito, area aggiudicata all’asta a Frangerini Impresa.

Da una parte il Comitato continua la mobilitazione contro l’ipotesi edificatoria; dall’altra l’impresa ribadisce di voler procedere nel rispetto delle procedure e respinge le contestazioni che ritiene infondate.

Sul caso specifico dei cantieri, dunque, restano al momento due versioni contrapposte.

Gli attivisti sostengono di aver documentato lavorazioni incompatibili con le disposizioni regionali contro il caldo. Frangerini nega invece che fossero in corso attività operative esterne riconducibili all’impresa nelle condizioni contestate.

A stabilire l’esistenza di eventuali violazioni potranno essere soltanto gli accertamenti degli organismi competenti.

Leggi anche

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.