«Frangerini in conferenza stampa getta la maschera: sarà costruito un nuovo quartiere»

Livorno. 31 agosto 2026 – Non si è fatta attendere la risposta del Comitato degli Orti Urbani, a seguito della conferenza stampa tenuta da Frangerini questa mattina. Una delegazione infatti si è presentata di fronte alla sede del costruttore per una protesta pacifica e, dopo aver seguito la presentazione, ha replicato:
«Questa mattina l’imprenditore Frangerini, fresco di una nuova aggiudicazione, senza gara, dell’ennesimo appalto pubblico (lavori nelle scuole Colombo per oltre un milione di euro) ha finalmente avuto il coraggio di dire quello che la Giunta comunale ha maldestramente provato a nascondere. Nell’oasi urbana di via Goito verrà costruito un nuovo (eco) quartiere. Parliamone di un’area di “completamento” che deve essere finalmente riempita».
L’accusa di greenwashing
«Niente “mini cantieri” ad impatto zero, quindi, ma il preludio di una cementificazione che interesserà i 6 ettari con parcheggi, rotatorie, palazzi e, una volta terminata la costruzione, un piccolo parco di pertinenza delle nuove case».
«Tingendo il tutto di “verde” con parole come bioedilizia, rain garden, emissioni zero e via dicendo. Se vogliamo cercare una definizione completa del termine “greenwashing” oggi Frangerini ne ha data una quasi perfetta. La verità è che sarà cemento su un bosco».
I bisogni di Livorno
«A questo punto la domanda più importante è la seguente. Visto che lo strumento di programmazione e gestione urbanistica è in mano al Comune, ci chiediamo, ma Livorno ha veramente bisogno di un nuovo quartiere? Abbiamo bisogno di ulteriore consumo di suolo e di distruggere un’oasi climatica in mezzo alla città invece di salvaguardarla interamente?».
Un’area aperta a tutti
«Nel suo delirio di onnipotenza Frangerini si è scagliato contro tutto e tutti. Vogliamo ricordare che il polmone verde di via Goito non è mai stato recintato. Migliaia di cittadini e Livornesi l’hanno vissuto in questi anni. Anche e soprattutto in questa ultima estate caldissima. Parliamo di un bosco di sei ettari grande come villa Fabbricotti. Parlare di un “pezzo di città” a beneficio di pochi e falso. Una vera e propria calunnia. Basterebbe passare una mattina o un pomeriggio al suo interno per accorgersi di quanto sia importante e fruibile a tutti».
Il precedente del Parco Levante
«Ma contano fatti non le parole, come qualcuno ha detto. Anche al Levante il privato si impegnava a fornire spazio pubblico di qualità alla città in cambio di diritti edificatori. Anche lì rendering con parchi, giochini e persino un laghetto artificiale. E’ finita con il Mc Donalds e una stazione di benzina davanti ai balconi delle case. Dobbiamo fidarci di chi?».
Il messaggio all’amministrazione
«Visto che Frangerini si è detto disponibile al dialogo continuiamo ad essere convinti che esistano alternative percorribili. Anche l’amministrazione comunale dovrebbe essere altrettanto disponibile ad aprire una discussione che coinvolga la città e che si ponga come obiettivo il trasferimento degli indici edificatori su altra area già urbanizzata. Magari questa volta veramente da “rigenerare” e bonificare. Ci sono molte aree adatte a questo scopo. Basta avere la volontà politica. Il privato, per fortuna, non può ancora “fare quello che gli pare” nel nostro Paese».
Considerazioni finali
«Mentre invece in via Goito, come più volte dichiarato, il comitato è disponibile ad abbandonare immediatamente l’occupazione nel momento in cui verrà sancito, nero su bianco, il fatto che neanche un centimetro di cemento verrà colato».
«Ultima nota di colore. Da visura camerale aggiornata la ditta Frangerini conta 48 dipendenti di cui solo 27 operai. Come fa a gestire decine di cantieri contemporaneamente? Forse appalti e subappalti a cascata? Sicuramente non sarà con il solito ricatto “occupazione” che ci faremo convincere della bontà di questo progetto».

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