Porto di Livorno, il Tar boccia i vincoli comunali: sulle banchine decide l’Autorità portuale

Sentenza destinata a pesare sul futuro dello scalo: annullata in parte la delibera urbanistica del Comune. Gariglio: «Rimosso un aggravio che rischiava di fermare gli investimenti»

Il porto di Livorno con le banchine e le navi ormeggiate, sullo sfondo la città.
Il Tar della Toscana ha accolto i ricorsi contro la pianificazione urbanistica comunale che interessava le banchine e le aree retro-portuali del porto di Livorno.

I ricorsi erano stati presentati dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, da Porta Medicea e da Confindustria Toscana Centro e Costa insieme ad alcune imprese terminaliste e concessionarie.

Sulle aree portuali decide l’Autorità

Al centro della vicenda c’è la delibera del Consiglio comunale numero 146 del 28 luglio 2025, relativa alla variante al piano strutturale e al piano operativo.

Secondo il Tar, il Comune non può estendere la propria pianificazione alle aree operative e retro-portuali, perché in quel perimetro lo strumento di governo del territorio è il Piano regolatore portuale.

La pianificazione delle aree portuali e retro-portuali rientra infatti nella competenza dell’Autorità di Sistema Portuale. Al Comune resta invece quella relativa alle aree di interazione tra porto e città.

Non spariscono però tutte le tutele paesaggistiche

La sentenza contiene però un passaggio importante: il porto non viene automaticamente escluso dai vincoli paesaggistici.

Il Piano regolatore portuale vigente, approvato nel 2015, dovrà essere sottoposto alle procedure di conformazione o adeguamento alla pianificazione paesaggistica.

In sostanza, il confronto tra tutela del paesaggio ed esigenze operative dello scalo dovrà avvenire all’interno della pianificazione portuale, e non attraverso il piano urbanistico comunale.

Gariglio: «Investimenti che rischiavano di fermarsi»

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Davide Gariglio sottolinea che la decisione non trasforma il porto in una zona libera dai vincoli, ma stabilisce quale sia la sede corretta nella quale affrontarli.

Per le imprese, secondo Gariglio, la sentenza determina la rimozione di un aggravio procedurale che avrebbe potuto rallentare o fermare investimenti già programmati.

L’Autorità portuale procederà ora all’adeguamento del Piano regolatore vigente al Documento di pianificazione strategica di sistema approvato nel luglio 2024, confrontandosi con Regione Toscana, Comune e Ministero della Cultura.

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