Venerdì 10 Luglio ai Bagni Paolieri l’appuntamento per riscoprire l’indimenticabile Vitellozzo del cinema italiano.
QUERCIANELLA (Livorno), 7 Luglio 2026 – La provincia toscana come perno geografico dell’anima, terra di poeti, operai, “maialai” e geni capaci di viaggiare ostinatamente contromano. Sarà questo il fulcro del quinto incontro della rassegna divergente “SENZA PRETESE – BALNEARE 2026”, l’ormai consolidato salotto culturale estivo organizzato da Michele Cecchini nella suggestiva cornice dei Bagni Paolieri a Quercianella.
L’appuntamento, in programma Venerdì 10 Luglio 2026 alle ore 18:30, sceglie come tema portante per questa edizione i “LUOGHI”, intesi non come semplici coordinate ma come elementi vivi, generatori di senso e di significato profondo. Per l’occasione, lo scrittore e cantastorie Pilade Cantini guiderà il pubblico alla scoperta di Campi Bisenzio – o meglio, “Champs sur le Bisence”, come amava ironicamente ribattezzarla il suo cittadino più illustre: l’immenso e indimenticato Carlo Monni. L’incontro si intitola significativamente “TRA I CAMPI E IL BISENZIO – La provincia cronica di Carlo Monni”.
Carlo Monni: l’avanguardia verace tra Benigni e Bertolucci
Scomparso nel 2013, Carlo Monni (nato nel 1943) resta un baluardo inamovibile della comicità toscana più schietta e viscerale. Il grande pubblico lo ricorda soprattutto per aver prestato il volto e la sua straripante fisicità a pellicole come il cult “Berlinguer ti voglio bene” di Giuseppe Bertolucci (1977) o nei panni dell’iconico Vitellozzo in “Non ci resta che piangere” (1984), al fianco della storica coppia composta da Massimo Troisi e Roberto Benigni.
Proprio insieme all’amico Benigni, Monni conquistò la celebrità sul piccolo schermo già nel 1976 grazie allo scandaloso e rivoluzionario programma della Rai “Televacca”. Ma dietro la maschera comica si nascondeva un intellettuale libero: un anarchico verace, un camminatore solitario innamorato della poesia e fine declamatore di versi classici e popolari.
Da maialaio a poeta: il vento controcorrente della provincia
A tracciare un ritratto intimo del Monni ci pensa lo stesso Pilade Cantini, anticipando le corde emotive che verranno toccate durante l’incontro ai Bagni Paolieri:
«Tra campi e sampietrini, tra il Bisenzio e il Tevere con vista sull’Arno, tra la profonda provincia toscana e le cantine della Capitale, da maialaio a poeta, da operaio ad attore dell’avanguardia, è sempre stato se stesso, nelle sale da biliardo delle case del popolo come sui set di Bertolucci. Apparentemente contromano, è tra i pochi che hanno saputo riconoscere il proprio vento e seguirlo con tranquillità anche se il mondo andava da tutt’altra parte. Grato alla banda del paese che gli aveva insegnato a suonare il trombone — così da potersi affrancare dalle angherie subite dagli avi contadini — la sua meta era trovare un pomodoro che sapesse di pomodoro».
L’ospite: chi è Pilade Cantini
A orchestrare questo viaggio nella memoria sarà Pilade Cantini. Nato a San Miniato nel 1972, Cantini è una firma eclettica della letteratura e del giornalismo toscano, con all’attivo una ventina di pubblicazioni che spaziano tra generi differenti.
Tra le sue fatiche letterarie più recenti e apprezzate si ricordano:
- “Carlo Monni. Balenando in burrasca” (2016);
- “Marcovaldo Punk” (2019);
- “Ho ucciso Achille Occhetto” (scritto a quattro mani con Marcello Cavallini nel 2023);
- “Racconto ristorante” (2024).
Cantini è inoltre un volto noto per i lettori labronici avendo fiancheggiato alcune pubblicazioni dell’arcinoto mensile satirico livornese “Il Vernacoliere” e l’“Informatore Coop”. L’appuntamento di venerdì si preannuncia come un momento imperdibile di racconto, ironia e nostalgia salmastra, a ingresso libero.