Animali abbandono

Reati contro gli animali, la mappa della Zoomafia a Livorno: calano i fascicoli ma si impennano gli indagati

Presentato il 27° report dell’Osservatorio LAV sui dati 2025. Nella provincia labronica registrati 53 procedimenti: in testa maltrattamenti e abbandoni, mentre a livello regionale Firenze si conferma maglia nera

ROMA, 27 Giugno 2026 – In Italia lo sfruttamento e la violenza ai danni degli animali viaggiano a ritmi drammatici ed epidemiologici: ogni giorno vengono aperti in media più di 21 procedimenti penali e circa 15 persone finiscono nel registro degli indagati. È il quadro inquietante che emerge dal 27° Rapporto Zoomafia 2026 redatto dall’Osservatorio LAV (Lega anti vivisezione), uno studio analitico che mappa l’illegalità legata a maltrattamenti, combattimenti, corse clandestine, bracconaggio e traffici illeciti di cuccioli.

Una realtà complessa che in Toscana mostra contorni frammentati ma tutt’altro che trascurabili: nel corso del 2025 la regione ha registrato almeno 432 procedimenti e 295 indagati, pesando rispettivamente per il 5,55% e il 5,51% sul totale nazionale, malgrado il silenzio statistico di alcune procure che rende il dato parziale.

Il bilancio a Livorno: il peso di maltrattamenti e abbandoni

All’interno della mappa regionale, la Procura di Livorno evidenzia una dinamica a doppio binario. Se da un lato i procedimenti totali legati ai crimini contro gli animali sono scesi a 53 fascicoli (pari a una contrazione dell’11,67% rispetto all’anno precedente), dall’altro si è assistito a un’impennata di persone sottoposte a indagine, arrivate a quota 47 indagati (+56,67%).

Nel dettaglio delle indagini condotte sul territorio labronico nel 2025 spiccano le seguenti fattispecie:

  • Maltrattamento di animali: Si conferma la voce principale e più dolorosa con 13 procedimenti aperti, relativi a 19 episodi complessivi e 8 persone iscritte nel registro degli indagati.
  • Abbandono e detenzione incompatibile: Subito dietro con 9 procedimenti e ben 14 episodi specifici contestati dagli inquirenti.
  • Reati venatori e bracconaggio: Hanno fatto registrare 5 fascicoli complessivi.
  • Uccisione di animali: Si contano 4 procedimenti aperti con altrettante persone indagate.

La classifica in Toscana: Firenze prima, crollo verticale a Pisa

I 432 procedimenti e i 295 indagati registrati in Toscana nel 2025 si distribuiscono in modo profondamente disomogeneo tra i vari capoluoghi:

  • Firenze: Si conferma la maglia nera della regione con 131 procedimenti (+23,58%) e 91 indagati (+40%).
  • Arezzo, Prato e Pistoia: Arezzo si attesta stancamente su 57 procedimenti e 27 indagati. Prato segna una crescita marcata dei fascicoli, così come Pistoia che vede salire contemporaneamente sia i procedimenti sia il numero delle persone coinvolte nelle indagini.
  • Siena: Mostra un andamento misto, speculare a quello livornese, con una lieve flessione dei casi (-2,6%) ma un aumento significativo degli indagati (+26%).
  • Lucca e Pisa: Entrambe le province mostrano segni di arretramento del fenomeno criminale. Lucca registra un calo generalizzato su entrambi i fronti, mentre Pisa fa segnare un vero e proprio crollo verticale dei fascicoli aperti, registrando un netto -65% rispetto alle rilevazioni del 2024.

Il commento della LAV: “Un fenomeno diffuso che mina la legalità”

Un quadro d’insieme che non permette flessioni sul livello di guardia, come sottolineato chiaramente dai vertici dell’associazione animalista.

“I dati del rapporto Zoomafia 2026 confermano che i reati contro gli animali continuano a rappresentare un fenomeno diffuso e preoccupante anche in Toscana ed evidenziano una persistente presenza di comportamenti criminali che alimentano circuiti di illegalità diffusa — dichiara Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Zoomafia LAV —. La tutela degli animali non è una questione marginale: contrastare maltrattamenti, uccisioni, traffici illeciti e sfruttamento criminale significa anche difendere la legalità, la sicurezza dei territori e i valori fondamentali di una società civile. È indispensabile mantenere alta l’attenzione delle istituzioni, delle forze dell’ordine e dell’opinione pubblica su un fenomeno che non può in alcun modo essere sottovalutato”.

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