LIVORNO Comitato No Cubone

Cubone alla Scopaia: tra versione ufficiale e realtà dei fatti

fonte immagine: Comitato "No Cubone"

Livorno ha già consumato troppo suolo

fonte immagine: Comitato “No Cubone”

Un articolo pubblicato sulla stampa locale conferma ciò che i cittadini denunciano da due anni: il Cubone non è una palestra scolastica, come più volte dichiarato dal Sindaco, ma un vero e proprio palazzetto dello sport destinato a volley, basket, calcio a 5 e pattinaggio, con un’ulteriore palestra al piano superiore.

Si tratta di un impianto di grande impatto, costruito a pochi metri dalle abitazioni e dal Rio Felciaio, in un’area che fino a un anno fa era un terreno verde, ricco di olivi adulti, biodiversità e funzioni ecosistemiche irrinunciabili.

L’area non era una discarica

Definire questa zona come “finta oasi” appare fuorviante e strumentale. La presenza di pochi rifiuti sporadici lasciati dalle ditte durante i carotaggi, una ruspa bruciata dopo un attentato al cantiere e una vasca di amianto integra, denunciata dal comitato, non trasformano un’area verde in degrado. Secondo i cittadini, questa narrazione serve a giustificare un intervento presentato come riqualificazione, ma che avrebbe potuto — e dovuto — essere evitato.

La vera discarica era l’ex Labrogarden

La vera discarica si trovava a poche centinaia di metri dal Cubone: l’ex Labrogarden, completamente degradata, con suolo impermeabilizzato, rifiuti e detriti sparsi, contaminata dai fertilizzanti usati nella floricultura e priva di qualsiasi valore ambientale. Inoltre, la viabilità del sito è più adatta a mezzi sportivi e pullman, e non vi sono corsi d’acqua nelle vicinanze. Recuperare quell’area avrebbe rappresentato una vera rigenerazione urbana.

Oggi il Comune sostiene che la rinaturalizzazione dell’ex Labrogarden possa compensare la distruzione del verde alla Scopaia, ma, come sottolinea il comitato, un ecosistema maturo non è sostituibile: servono decenni per ripristinare un suolo naturale là dove c’era solo cemento.

Livorno ha già consumato troppo suolo

Secondo i dati ISPRA, Livorno ha già consumato quasi il 28% del suo territorio. Continuare a sottrarre superfici naturali invece di riutilizzare aree già impermeabilizzate significa ignorare la crisi climatica, il rischio idraulico, la qualità ambientale dei quartieri e il diritto dei cittadini a vivere in una città sana.

Un’occasione mancata per la città

Il Comitato ribadisce che il problema non è l’impianto sportivo in sé, ma il luogo scelto. Costruire un palazzetto dello sport in un’area naturale, anziché recuperare una superficie già degradata, rappresenta una scelta urbanistica che tradisce i principi della buona amministrazione.

Dichiarazione del Comitato No Cubone Livorno:

«Definire “finta oasi” un’area che tutti conoscevano come verde naturale serve solo a nascondere la responsabilità di una scelta sbagliata. La vera riqualificazione sarebbe stata recuperare l’ex Labrogarden, non cementificare un’area naturale accanto alle case e a un rio. Livorno ha bisogno di una visione che metta al centro la qualità del territorio, non la sottrazione di suolo.»

Comitato No Cubone Livorno

FONTE: COMUNICATO STAMPA COMITATO “NO CUBONE”

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